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Via Roth, quella ‘savana’ comunale tra ospiti indesiderati e sporcizia

Una vera e propria ‘savana’, abbandonata all’incuria del tempo: ecco come si presenta Villa Roth, lato via Celso Ulpiani, strada piena di verde e ville storiche. E anche da quando è passata in proprietà al Comune di Bari dopo un lungo ed estenuante contenzioso con l’ex Provincia di Bari arrivato fino alla Cassazione, la storica villa barese è ancora rifugio di ratti e insetti di tutte le dimensioni, tra l’erbaccia che cresce senza alcun controllo. Eppure si tratta di un luogo dove i migranti che ci vivono hanno tutto l’interesse a mantenere in ordine un luogo tra i più belli e caratteristici del quartiere. Un posto dove invece, oltre alla vegetazione ‘tropicale’, fino a un paio di anni fa mancava pure l’acqua corrente, al primo piano di Villa Roth. Un posto dove, oltre all’erbaccia, ci sono una dozzina di vecchi (e fuorilegge…) pozzetti disseminati nell’area attorno all’antico immobile storico alle spalle di via Quarto. Segno che la rete fognaria non era e non è assolutamente sufficiente per i troppi ospiti, in un tutto una trentina compresi gli extracomunitari spediti a suo tempo dal capannone ex Set del quartiere Libertà. Ma ora, come detto, a peggiorare la situazione dopo la carenza di acqua corrente al primo piano di Villa Roth, c’è una situazione igienico sanitaria a dir poco allarmante. Ancora tanti, dunque, i problemi anche di natura igienica, dove per esempio fino a qualche mese fa c’era un pozzetto scoperto che, oltre a essere usato come vero e proprio ‘cesso’ a cielo aperto sia d’estate che d’inverno, rappresentava una vera e propria trappola con l’oscurità, senza alcuna segnalazione. Una vera e propria trappola, con quella minuscola area a verde verso via Celso Ulpiani che dovrebbe rappresentare un prezioso giardinetto con la bella stagione, invece sempre disseminata di rifiuti e sporcizia dappertutto, senza contare che ogni tanto da quelle parti, si aprirebbe qualche tenda per ospiti abusivi. La struttura, che in origine ospitava soltanto i senza tetto baresi, ha ospitato i migranti di origine africana, oltre a essere così malridotta, non è più un’oasi di convivenza felice e pacifica tra baresi e migranti. Chissà se l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Galasso, tornato al suo posto per il secondo mandato consecutivo, interessa capire quali sono gli interventi più urgenti per migliorare le condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza dentro e fuori una struttura dove viverci, scusate tanto, appare davvero indegno così com’è oggi la situazione…(adl)

 

 

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