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Via Sparano: quelle ‘isole’ che costano quasi la metà dell’intero appalto

Bando stravolto e spese che lievitano fin troppo: s’accostano sempre più le storie degli ultimi due, grandi appalti baresi; quello del nuovo ponte che congiunge via Tatarella a via Nazariantz inaugurato poco più i due anni fa e l’altro per l’ammodernamento della centralissima via Sparano. Se il ponte strallato da ‘Mille e Una Notte’ che doveva essere costruito tutto in acciaio, alla fine è in comunissimo cemento armato, tra incroci verdi, fioriere e panchine, il cuore pulsante di Bari potrebbe finire per costare quasi il doppio, alle tasche dei baresi. Giusto per creare quel ‘filtro’ tutto a verde che impedisca l’attraversamento senza strisce agli incolpevoli pedoni, trasformando via Sparano in una <<…vera via pedonale>>, come ha spiegato il Sindaco Decaro poche settimane fa. Sul modello, tanto per intenderci, delle grandi strade commerciali delle altre città italiane. Eggià perché, il progetto originario che s’è aggiudicato tanto di bando e appalto a suo tempo, cosa prevedeva, l’allungamento d’una stradella di periferia? Chi ha fatto le pulci al contestatissimo ‘restyling’ di Via Sparano è stata la consigliera comunale Irma Melini (Gruppo Misto), che ha potuto verificare come non solo sia costato ai contribuenti baresi già 3,6 milioni di euro di fondi (sottratti al recupero delle periferie), ma per di più vede per quest’anno impegnare un altro milione e mezzo per realizzare queste benedette isole verdi. Ricapitolando: per la Melini il progetto Salimei – vincitore del concorso europeo – pagato dal Comune di Bari all’architetto romano, non solo non s’era obbligati come Amministrazione a realizzarlo, ma per di più è stato anche realizzato un progetto diverso da quello vincitore. Il cantiere in corso d’opera, che non è mai stato un “cantiere evento” come annunciato dal primo cittadino, ha subito finora ben otto varianti e si accinge a subire la nona per la modica cifra di un milione in mezzo. Eppure, la vicina Via Argiro, anch’essa in procinto di restyling, vedrà impegnare per un’opera simile circa 800 mila euro. Come mai si continua a spendere sulla via centrale? <<Un milione e mezzo di euro per le “isole verdi”, che devo precisare, nulla hanno a che vedere con quanto richiesto dal Comitato o da oltre 5000 baresi sottoscrittori di una petizione ignorata da questa Giunta, perché sono “isole verdi” che occupano solo le intersezioni con le strade carrabili e non ingombrano, quindi, il famoso “cannocchiale” della Via Sparano>>, continua Irma Melini. E non è finita. <<Esattamente un anno fa, l’assessore ai Lavori Pubblici Galasso e il Sindaco Decaro presentavano nella “solita” farsa della partecipazione, presso la Caserma Rossani i ‘rendering’ delle nuove isole a verde, un progetto realizzato dall’architetto Francesco Marzulli per la De Marco Costruzioni, poi fatto proprio da questa Amministrazione, che ad un anno dalla sua presentazione non vedono ancora materializzarsi il progetto definitivo>>. Era il 25 febbraio del 2017 quando Decaro consegnava alla Soprintendenza i nuovi elaborati del progetto per il parere, dopo ben undici mesi, il 23 gennaio scorso il Responsabile Unico del Progetto (Rup) risponde alla istanza della consigliera di aggiornamenti, condivisa dalla Commissione Lavori Pubblici, affermando che non è ancora pronto il progetto definitivo, che la perizia di variante e suppletiva non è ancora stata approvata dalla Giunta e che sono stati messi a bilancio un milione e mezzo di euro nel Piano triennale delle Opere Pubbliche. Ma è davvero tutto regolare? Queste isole verdi alla fine costeranno una cifra esorbitante, se pensiamo che equivale a quasi metà dell’importo totale, che poi per Irma Melini rientra nel motto di quest’Amministrazione: “purché si spenda”. Tutto questo senza tener conto che, tra le altre cose, sulle varianti in corso d’opera nella nuova, rigorosa normativa sugli appalti pubblici, bisognerebbe considerare che la necessità di modifica dei progetti approvati è determinata da “…circostanze impreviste e imprevedibili per l’amministrazione aggiudicatrice o per l’ente aggiudicatore”. Isole impreviste, piene di sorprese e troppo costose, dunque, in una via Sparano che annaspa tra naufraghi e altri naufragi…

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 2 Febbraio 2018

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