Cronaca

Villaggio dell’Accoglienza tra speranze, battaglie e trasformazioni

Dopo vent’anni si inaugura il trenta ore per la vita Agebeo

“Ce la stiamo mettendo tutta, noi e la Puglia non vi lasceremo mai soli in quest’impresa”. Con queste parole Lorella Cuccarini, nota showgirl e amatissima testimonial di ‘Trenta ore per la vita’, ha accolto ieri il calorosissimo pubblico accorso all’inaugurazione del ‘Villaggio dell’Accoglienza trenta ore per la vita Agebeo’, in via Camillo Rosalba, nel quartiere Poggiofranco di Bari, struttura promossa da Agebeo & Amici di Vincenzo Onlus e dalla stessa associazione benefica per accogliere le famiglie dei piccoli degenti del reparto di Oncologia Pediatrica nel Policlinico. Nel tempo intercorso tra la concessione del terreno e il 2018 Agebeo, grazie a un’intensa attività di fund raising su scala locale e nazionale (donazioni di privati, sponsorizzazioni ed erogazioni liberali) e al sostegno finanziario di Trenta Ore per la Vita onlus, è riuscita a sviluppare il progetto tecnico-esecutivo per il Villaggio e a realizzare circa il 50% delle opere previste, per un valore totale di circa 500mila euro. La struttura, che sorgerà su un’area confiscata alla mafia e concessa dal Comune di Bari nel 2016, prevede dieci unità abitative e un’area attrezzata per il divertimento dei più piccoli. “Felice di essere di nuovo qui e di aver fatto da volano per questa grande iniziativa, che comunque rappresenta l’evoluzione della sinergia di grandi forze in gioco. Ricordo la prima pietra posta anni fa insieme al Presidente Emiliano, oggi questi risultati sono un orgoglio per la città di Bari”, ha aggiunto la Cuccarini, accerchiata dalla stampa. Presente anche l’avvocato di Altamura Michele Colonna, appassionato di Cosplay, ed ex cosplayer, che anni fa ha proposto ad Isabella Spada, vice presidente dell’associazione di volontariato Agebeo che opera presso il Policlinico di Bari, di far conoscere ai bambini ricoverati presso l’ospedale i supereroi più amati, introducendo nei reparti una gradevolissima forma di intrattenimento per allietare la condizione dei degenti:” Sono dieci anni che raccogliamo fondi per questa causa, e questa esperienza oggi è praticamente un sogno che si realizza, considerando specialmente l’iter travagliatissimo di questa avventura. Ora tante famiglie  potranno ricevere assistenza e aiuto per i loro cari malati oncologici. Un luogo che aiuterà i genitori a stare molto più vicini ai propri figli, senza quella netta separazione rappresentata da tutte quelle problematiche pratiche legate alla struttura ospedaliera. Un clima quindi più familiare e più accogliente. Abbattendo anche il problema dei costi, che molto spesso era un limite, e aiutando le famiglie a fare gruppo per affrontare al meglio problematiche già complesse da gestire emotivamente.” Tra le varie autorità che hanno partecipato all’evento, anche il sindaco di Cassano Davide Del Re:” Oggi non stiamo realizzando solo il progetto di Michele Farina e di tutti gli amici di Vincenzo, ma abbiamo dato l’esempio per altre realtà che si costruiranno in futuro. Mi auguro che luoghi come questo possano sorgere anche nei paesi, e in altre località sul nostro territorio, magari anche nella nostra Cassano, una specie di meravigliosa Sintra pugliese. “Il Villaggio sarà dotato di sistemi di risparmio energetico, e di due locali per attività di socializzazione, riabilitazione e uffici. La struttura è circondata da ampi spazi verdi e zone ricreative. Commovente l’intervento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che ha ripercorso la storia della struttura e delle problematiche affrontate:” Ricordo ancora quando Michele Farina fece ingresso nel mio ufficio, in quel momento ho capito che questo processo partito dal basso per la costruzione della struttura aveva forse più valore della struttura stessa. Abbiamo impiegato beni confiscati alla mafia, trasformando ciò che nell’immaginario collettivo era legato alla criminalità, in un inno alla vita e alla speranza. È stato un processo lungo ed articolato che però ha conferito ulteriore significato a tutta questa battaglia. La gestione di questo posto è molto più complessa di quella che avrebbe potuto svilupparsi per un albergo, poiché necessita di esperienze di dolore condiviso, spirito di sacrificio e amore per il prossimo. Valori aggiunti che in un altro tipo di percorso non avrebbero potuto regalarci un’esperienza così unica.”

Rossella Cea


Pubblicato il 20 Febbraio 2024

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