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Vipsania patì l’ira dell’Imperatore

Vipsania Giulia Agrippina (19 a.C. –  28 o 29 d.C.), meglio nota come Giulia minore (Iulia minor), era nipote dell’imperatore Augusto. Andata in sposa a Lucio Emilio Paolo, ebbe una relazione adulterina con Decimo Giunio Silano. Lo scandalo che ne seguì fu tale da spingere Augusto a condannare la nipote all’esilio perpetuo. Vipsania si ritrovò così relegata a San Nicola, la seconda isola delle Tremiti per grandezza (molti secoli più avanti, tra l’era borbonica e quella fascista, lo stesso scoglio avrebbe ospitato galeotti e indesiderati). Tramanda Svetonio che l’infelice matrona si presentò a San Nicola in avanzato stato di gravidanza e che il figlio ch’ella partorì sull’arcipelago venne dichiarato illegittimo dall’Imperatore (chissà quel bambino). Sembra che solo la generosità di Livia Drusilla, ultima moglie di Augusto abbia alleviato la condizione di Giulia. Quando morì, Vipsania venne seppellita sul posto. Dove esattamente? Alle spalle del piccolo centro abitato si leva un piccolo altopiano in un punto del quale spicca un’apertura semicircolare. E’ quello l’ingresso di una spelonca naturale allargata dall’uomo in età greca. Si vuole che lì dentro sia stata sepolta Giulia. Nello stesso sepolcro avrebbe trovato riposo Diomede, l’eroe che stando alla leggenda al ritorno da Troia finì con l’insediarsi sulle Tremiti. Tornando alle ragioni della severità dell’Imperatore, la storia di Giulia Minore è emblematica del clima della prima Roma imperiale, un nido di serpi che faceva da teatro a congiure, manovre politiche e matrimoni combinati fra consanguinei per garantire ad Augusto la migliore successione La stessa Vipsania, per esempio, dovette sposare un procugino. Se fu un matrimonio controvoglia, si può capire il ‘gesto’ della ragazza. Gesto invece imperdonabile per l’Imperatore, che aveva fama d’essere un moralista integerrimo. Ma c’era altro sotto. Con quella condanna all’esilio perpetuo in quel delle Tremiti Augusto avevo inteso colpire una seconda volta sua figlia Giulia Maggiore, madre di Vipsania o Giulia Minore. Già nel 2 dopo Cristo Augusto aveva fatto arrestare Giulia Maggiore per adulterio e tradimento (di mezzo era una congiura volta a detronizzare l’Imperatore). Dopo aver per un attimo accarezzato l’idea di mandarla a morte, preferì condannare la figlia all’esilio. Giulia Maggiore rimase sull’isola di Ventotene  (un altro scoglio destinato a una brillante ‘carriera’ carceraria) per cinque anni. Dopo, le fu permesso di tornare sulla terraferma, a Reggio Calabria, dove secondo la leggenda sarebbe stata ospitata nella Torre di Giulia. Augusto non accolse nessuna intercessione che potesse richiamarla presso di sé. Anzi, decretò che le ceneri della figlia non venissero inumate nel mausoleo di famiglia. Estese poi lo stesso divieto anche alle ceneri di Giulia Minore. Quando si dice, par condicio…

Italo Interesse

 

 

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