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Vittorio Veneto, mancato museo galleggiante

Da otto anni quella che fu nave ammiraglia della nostra Marina Militare non si muove più dal porto di Taranto. L’incrociatore lanciamissili Vittorio Veneto è in disarmo dal 2006. Le ragioni della mancata demolizione stanno nel contrapporsi di due ben distinti progetti. Inizialmente si era pensato di trasformare entro il 2010 il Vittorio Veneto in un  Museo Militare Galleggiante. I costi proibitivi dell’operazione indussero il Parlamento a considerare un’altra idea : affondare l’incrociatore insieme ad altre 18 navi in acque appena profonde per creare aree di ripopolamento ittico e motivo di attrazione per i turisti subacquei. Ma come mandare a fondo una nave così piena di amianto? In precedenza persino Bagnolifutura, un colosso della bonifica, aveva declinato l’offerta di ripulire la nave in vista della svolta museale. Sicché la nave languisce, coperta di ruggine. Formalmente è ancora iscritta al quadro naviglio della M.M., ma in quale domani può sperare? La rottamazione è l’unica prospettiva concreta, peraltro affatto vicina. Si è visto cosa è successo per il relitto della Costa Concordia. E’ dovuto passare un anno di litigi fra portuali nostrani prima che a spuntarla fossero i turchi. Chissà per il Vittorio Veneto. Immaginiamo interrogazioni parlamentari, polemiche roventi sui media, maestranze italiane che sgomitano per accaparrarsi l’affare fino a che non arriva lo straniero di turno che mette d’accordo i litiganti di casa nostra (“meglio allo sconosciuto che al mio diretto rivale”). Che tristezza. Invece di un progetto nobile, prima l’alternativa di un autoaffondamento senza gloria, infine la mestizia della fiamma ossidrica in un qualunque cimitero navale. Destino amaro di un nome. Forse che la celebre nave da battaglia che portò lo stesso nome nei giorni della guerra conobbe la grandeur dell’essere colata a picco dai colpi del nemico? Costretta a consegnarsi ai britannici e a guerra finita restituita quasi in elemosina alla nostra Marina, dovette patire l’oltraggio del taglio dei calibri da 381 (vedi foto) prima della definitiva rottamazione. Ma, almeno, finché fece sventolare la bandiera da combattimento meritò il rispetto di tutti. Il suo erede, l’omonimo incrociatore lanciamissili, verrà ricordato soprattutto all’estero dagli eterni denigratori dell’Italia come la nave che nel 1997, nel corso dell’operazione Alba, si incagliò nei fondali di Valona.

Italo Interesse

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