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“Vola solo chi osa farlo”

“Vola solo chi osa farlo”, ha detto una volta Luis Sepulvedava. L’aforisma è piaciuto a Elena Diomede che ne fatto il motto di questa IX edizione di ‘Poesia è luce nella notte’, rassegna poetica e delle arti. Promossa dall’Associazione Comunicazione plurale e col patrocinio di numerose figure istituzionali, l’evento si distribuirà in tre giorni: 20 marzo, dalle 19:30 alle 23:00 presso il Tatì Ristoart (via Albanese 41, Bari) ; 21 e 22 marzo presso l’Auditorium dell’Istituto Scolastico E. Duse (str. S. Girolamo 38, Bari). In programma letture, balletti, rievocazioni storiche, sfilate ed esibizioni musicali che vedranno protagonisti adulti, ragazzi e bambini. Molto attesa la partecipazione di scolaresche d’ogni età, provenienti da istituti scolastici di Bari (‘Duse’, ‘San Girolamo’, ‘Fly Family’, ‘Galileo-Massari Primaria Montello’), Giovinazzo (‘Bavaro-Marconi’), Molfetta (‘Manzari-Poli’) e Rutigliano (‘Alpi-Montale’). Ampio il ventaglio dei numi tutelari chiamati in causa: Ovidio, Ardengo Soffici, Leonardo da Vinci, Prévert, Pennac, Yves Bonnefoy… Ce n’è abbastanza insomma per sperare in una tre-giorni di ‘buona’ poesia. Il virgolettato ci pare d’obbligo in tempi in cui da più parti si puntualizza a proposito di ‘buona’ poesia. La distinzione (tacita) tra buona e cattiva poesia ne ricorda un’altra non meno problematica, quella tra buona e cattiva scuola. Con la differenza che se nella ‘buona’ scuola credono in pochi, nella buona poesia credono in molti. Benché sia affatto definito dove comincia e finisce una poesia che sia ‘buona’ (al contrario, le idee a proposito di scuola ‘cattiva’ sono chiare ai più). Dunque, si potrebbe ricavare il concetto di ‘buona’ poesia agendo per esclusione, per esempio andando a catalogare poeti infelici e poesie mal riuscite. Ma dove il coraggio? Se Fantozzi osò gridare al mondo che  ‘La corazzata Potëmkin’ è una boiata pazzesca, altri otterranno novanta minuti di applausi presentando un’Enciclopedia dei Cattivi Poeti? (e quanto ci sarebbe da lavorare in questa direzione considerata la vastità del numero dei poetastri, categoria oggi largamente rappresentata da un popolo di impiegatucci, casalinghe e pollivendoli biecamente incoraggiati da tipografi dai fumi editoriali). Di contro e per una questione di equità auspichiamo si voglia dare dell’indigeribile anche al Foscolo de ‘I Sepolcri’, al Manzoni degli ‘Inni Sacri’, al Marinetti di ‘Zang Tumb Tumb’ e così via.  Lesa maestà? Bisogna rischiare qualcosa se davvero si vuole bene alla Poesia (come alla Scuola) poiché a forza di pensieri arzigogolati e arroganti qui si rischia di smarrire la rotta. Forse la chiave di tutto è una visione umile e moderata delle cose. ‘Poesia è luce nella notte’, l’iniziativa promossa dalla Prof.ssa Elena Diomede, per il fatto d’essere sostenuta da ‘buon senso culturale’, promette risultati incoraggianti.

 

Italo Interesse

 

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