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Volano le accuse di compravendita di voti per le primarie del centrosinistra

Nel centrosinistra barese ormai non si bada più neppure a salvare le apparenze. Infatti, a dichiarare  apertamente che alle primarie di domenica prossima per scegliere il nome da candidare a sindaco c’è chi sta vendendo il proprio voto e che, conseguentemente, tra i candidati alle primarie di centrosinistra ci sia chi i voti li sta comprando, è stato uno dei tre candidati in corsa, Antonio Decaro (Pd), che non fa mistero del mercimonio in atto a Bari da parte di chi, pur di raggiungere l’obiettivo prefissosi ricorre a pratiche di scambio financo nelle primarie. “Vorrei fare – ha dichiarato Decaro in una nota – un appello chiaro a tutti i miei sostenitori: non date niente per scontato, io non sono ancora il vostro candidato, non sono ancora il candidato del centro sinistra”. E, continuando, ha aggiunto: “Bisogna vincere le primarie, che per noi sono una grande festa democratica. Noi dobbiamo andare a votare tutti, perché c’è chi sta vendendo il suo voto. Noi dobbiamo essere di più”. Non fa nomi il neo-deputato barese nel Pd, però il colpo lo affonda, e pesantemente, contro uno dei due suoi concorrenti nella conta del 23 febbraio prossimo. Sta di fatto che alle primarie di domenica prossima a non sostenere Decaro non ci saranno soltanto gli esponenti di “Realtà Italia” che voteranno per Giacomo Olivieri, o quelli che supporteranno l’assessore all’Urbanistica della giunta Emiliano, Elio Sannicandro, che corre come indipendente, ma molte defezioni potrebbero esserci anche tra i militanti, iscritti e semplici simpatizzanti del Pd cittadino, che a Bari  sono orientati a non partecipare alle primarie o, peggio, a sostenere uno dei due candidati che non sono espressione diretta del Pd, qual è Decaro. E, tra i rivali di Decaro, quello che sicuramente ha più possibilità di riuscire a vincere è di certo Olivieri, che nella campagna elettorale per le primarie è da tempo in “full immersion”, oltre che con investimenti propagandistici non da poco, come lo sarebbe se si trattasse di quella amministrativa vera e propria del 25 e 26 maggio prossimo. Però, finora, ad impegnarsi assai poco nel sostegno a Decaro per le primarie non sono solo alcuni settori del Pd barese, ma anche altre gruppi o esponenti politici locali che, pur avendo dichiarato l’appoggio alle primarie all’esponente del Pd, di fatto stanno facendo ben poco a suo favore o, per lo meno, stanno mostrando scarso impegno alla causa. E questo, forse, potrebbe essere il caso del partito del governatore pugliese Nichi Vendola, il Sel, che è praticamente disinteressato alla competizione di domenica prossima, eccettuate le dichiarazioni di sostegno a Decaro e qualche sporadica riunione, per presentare ai propri simpatizzanti ed iscritti il candidato da sostenere alle primarie. Allora, secondo alcuni addetti ai lavori, è forse il caso di chiedersi se l’appello di Decaro ai suoi sostenitori sia solo un invito a mobilitarsi di più per le primarie, accendendo i motori della propaganda e di ricerca del consenso, oppure sia il preludio per giungere a chiedere l’annullamento della conta prevista per domenica prossima. Una conta che, come ha affermato lo stesso Decaro, potrebbe essere condizionata, e quindi inquinata, da chi si sta vendendo i voti. E la conseguenza naturale di tale denuncia non potrebbe che essere l’annullamento delle primarie prima o dopo la loro celebrazione. Ma il neo-parlamentare del Pd non sapendo evidentemente con certezza se il suo partito è disposto ad assumersi la responsabilità di bloccare le primarie a pochi giorni dal loro svolgimento, spera ancora nella possibilità di poter conseguire un risultato personale positivo da tale       

Consultazione, per cui conclude la nota dichiarando: “So che Bari è meglio di tutto questo, perché ci sono molti più baresi che non sono disposti a vendere il proprio diritto di scelta al miglior offerente e dobbiamo dimostrarlo”. E termina l’appello con un invito esplicito: “Aiutatemi a vincere le primarie domenica 23 febbraio e vi prometto che insieme vinceremo le elezioni e miglioreremo questa città”. Solo che Decaro –  obietta qualche malpensante – qualora dovesse superare la prova delle primarie, per vincere le “secondarie” avrà di certo bisogno anche del sostegno di quelli che ora accusa di comprare i voti. E, quindi, dovrà contare anche su chi il voto se lo vende. Allora sì che sarà interessante vedere se Decaro denuncerà, come ha fatto adesso, questo diffuso malcostume della politica italiana di cui ci si scandalizza quando si rischia di perdere e lo si utilizza allegramente, invece, quando serve per vincere.         

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 18 Febbraio 2014

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