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Emiliano alla ricerca di un capro espiatorio per le inefficienze della sanità pugliese

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha bisogno sempre di “qualcuno” a cui addebitare la responsabilità per talune inefficienze e disfunzioni del sistema di governo di cui è alla guida. E ciò anche quando le responsabilità politiche sono talmente evidenti (come nel caso di gestione dell’emergenza pandemica nella nostra regione) che tentare di giustificare taluni flop della Sanità pugliese addebitando ad altri soggetti che nulla hanno a che fare direttamente o indirettamente con gli accadimenti, né tantomeno con l’attività di governo della Puglia,  è esercizio di mera fantasia creativa finanche agli occhi dei semplici e sprovveduti cittadini che di competenze politiche e di governo sanno poco o nulla, oltre che operazione a dir poco ridicola per chi invece in tale campo possiede quantomeno i rudimenti. Infatti, ultimamente Emiliano non avendo forse alcun altro con cui prendersela per il “disastro” pandemico pugliese, dove a peggiorare la situazione emergenziale si sono aggiunti ai già gravi “guai” del Covid anche quelli del sistema sanitario regionale, ha pensato di poter tirare nel calderone delle responsabilità financo gli operatori dell’informazione, che sono soltanto degli osservatori ed informatori di ciò che accade nella realtà e non certo dei protagonisti dell’accaduto. Perciò, “il presidente Michele Emiliano non scarichi sui giornalisti responsabilità che non hanno”, hanno scritto in un comunicato congiunto l’Ordine dei giornalisti della Puglia e l’Assostampa Puglia in relazione ad alcune esternazioni del governatore fatte in una chat dei consiglieri di maggioranza e riferite dalla principale testata testa giornalistica locale. “Le frasi attribuite al presidente Emiliano (‘i giornalisti prendono sempre le notizie da soli e si imputtanano quando sono questioni
complesse’) – si legge nello stesso comunicato – destano sconcerto e preoccupazione circa il rapporto con la libera stampa e il rispetto del diritto di cronaca che in primis un presidente di Regione dovrebbe tutelare, avendo giurato fedeltà a quei valori costituzionali “, perché – hanno ricordato l’Odg della Puglia ed il sindacato – “se un giornalista sbaglia c’è sempre lo strumento della rettifica o delle azioni giudiziarie”, per poi evidenziare che “se invece svolge il suo lavoro, cioè quello di informare una volta verificate le notizie, sta semplicemente esercitando un diritto e un dovere nei confronti dei cittadini”. E che a sollevare dubbi e critiche sulla gestione della Sanità della Regione Puglia non ci sono soltanto cittadini od operatori dell’informazione locale che riferiscono disfunzioni e lamentele è dimostrato dal fatto che a chiedere attenzione e chiarezza sulla gestione pandemica della Puglia vi sono anche autorevoli esponenti della stessa parte politica di cui è composta la maggioranza che sostiene il governatore Emiliano. Infatti, l senatore pugliese Dario Stefano del Pd, presidente della commissione Politiche Ue, in una recente intervista rilasciata al “Nuovo Quotidiano di Puglia”, ha dichiarato: “La lettera con la quale anche i sindacati dei medici pugliesi chiedono ai Nas di fare chiarezza sul confusionale piano vaccinale in Puglia, che oggettivamente mostra limiti e criticità evidenti, merita grande attenzione”. Difatti, ha poi affermato Stefano: “Trovo insopportabile che intere categorie a rischio siano fuori dalle inoculazioni e decine e decine di soggetti giovani e con scarsa esposizione siano già stati vaccinati”. “Ieri – ha proseguito il senatore salentino del Pd – mentre leggevo il post del presidente Emiliano su Facebook mi arrivava un messaggio di una donna che era nel centro vaccinale di Muro Leccese. La signora segnalava di essersi recata nell’hub perchè qualcuno le aveva riferito che avanzavano dosi di vaccino. Questo è quello che sta accadendo in Puglia”. Quindi, per il sen. Stefano, “la comunicazione sui social di Emiliano, oltre ad essere impropria” perchè “al commissario (ndr – nazionale) per l’emergenza Figliuolo non ci si rivolge attraverso i post su Facebook, strideva frontalmente con quanto si sta verificando negli hub su tutto il territorio regionale”. Infatti, ha rilevato Stefano: “Le dosi vanno programmate in base al numero di vaccinandi”, per poi concludere che “non si può procedere all’insegna dell’improvvisazione”. Ma, a prescindere dai rilievi e dalle critiche che si sono finora riversate sulla Regione Puglia per la gestione dell’emergenza sanitaria, c’è un’evidenza inconfutabile che denota la situazione pugliese ed il risultato finora dell’attività emergenziale regionale in questo territorio. Ed è quella dei “numeri” giornalieri dei contagiati, dei vaccinati, dei ricoverati per Covid in terapia intensiva e, soprattutto, dei decessi per causa pandemica. “Numeri” che evidentemente hanno indotto ultimamente lo stesso presidente Emiliano ad affidare l’organizzazione e la logistica per i vaccini al capo della Protezione Civile regionale, dott. Lerario, lasciando all’assessore alla Sanità, prof. Pierluigi Lopalco, solo “gli aspetti scientifici e sanitari” della pandemia. E cosa è l’affidamento a Lerario della struttura organizzativa vaccinale se non una presa d’atto di un fallimento di un precedente operato? Infatti, cosa c’entrano “gli aspetti scientifici e sanitari” con l’attività di un esponete del governo regionale che per definizione stessa, oltre che per Statuto, è preposto alla gestione del comporto di chi ha la delega? Quindi, è sicuramente inaccettabile lo scaricabarile del governatore Emiliano su questioni serie e conseguenze drammatiche per pugliesi, come quella effettuata stavolta da Emiliano sugli operatori dell’informazione, rei forse – per lui – di aver raccontato i fatti e riferito le lamentele delle “vittime” delle inefficienze di chi gestisce la Sanità in Puglia. Ma il presidente Emiliano forse dimentica (o fa finta di dimenticare!) che da circa sei anni il massimo responsabile di governo della Regione Puglia è lui. E non solo per le decisioni programmatiche di governo, ma anche per la loro attuazione. E, soprattutto, per la scelta di tutti coloro che devo dare attuazione a tali decisioni. Allora è forse il caso chi il governatore pugliese, almeno in casi evidenti, metta da parte il proprio desiderio di infallibilità e, oltre agli onori, si assuma anche gli oneri e, quindi, le responsabilità soggettive ed oggettive di un presidente di Regione.

 

Giuseppe Palella

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