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Orrore e turismo. Qualche volta funziona

Non sempre la meta dei turisti è la risorsa culturale, naturalistica o godereccia. Esistono anche i cultori dell’insolito, dei quali gli amanti dell’orrido costituiscono la maggioranza. Ci sarà pure una ragione se i grevi spettacoli offerti dal Cimitero dei Cappuccini a Roma e dalle Catacombe dei Cappuccini a Palermo, già una volta tappe ineludibili del Grand Tour, oggi richiamano folle crescenti di visitatori. Un richiamo addirittura prepotente, nel quale la psicologia individua una forma strisciante di necrofilia oppure di esorcizzazione della madre di tutte le paure. Anche la Puglia dispone di alcune di queste macabre attrazioni : L’unica visitabile (dietro pagamento di un modesto biglietto d’ingresso) è a Oria. Lì, il sotterraneo della Chiesa Matrice ospita la Cripta delle Mummie. E’ il caso di precisare che qui si parla delle salme degli appartenenti all’antichissima Confraternita della Morte e conservatesi per intervento di mummificatori, dietro espressa volontà degli interessati al momento dell’ingresso in quella associazione religiosa. Altre ‘risorse’ sono invece frutto di un naturale processo di mummificazione, ovvero quel fenomeno per il quale, a seguito di una rapida e massiccia disidratazione, i tessuti anziché decomporsi, restano ‘fissati’ (un caso del genere sta avendo luogo da qualche tempo al cimitero di San Donaci, un piccolo centro del brindisino). Una delle condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo del singolare fenomeno è l’inumazione in terreni particolarmente asciutti, capaci di assorbire i liquidi in grande quantità. Ciò dà vita al caso di salme incartapecorite e che, non più suscettibili di decomposizione, devono essere conservate nelle cripte. Nel 1888 Janet Ross visitò la Puglia, del quale viaggio stese un dettagliato e pittoresco resoconto. Quando visitò Barletta, la gentildonna inglese e i suoi accompagnatori vennero invitati da un fiaccheraio a visitare la chiesa dei Teatini, dove – assicurava l’uomo – c’era “bella roba” da vedere. Ma quella bella roba “consisteva in certi orribili corpi mummificati che si conservano nella cripta”. Parlavamo prima a proposito di Oria di unica ‘risorsa’ visitabile in Puglia. Nelle cripte di molti camposanti e chiese pugliesi si conservano ‘mummie spontanee’. Una volta accessibili per gesto devozionale, oggi questi ambienti sono tutti sotto chiave a seguito di gesti di profanazione. L’ultimo ambiente di questo tipo rimasto visitabile era al cimitero di Carovigno sino agli anni novanta. – Nell’immagine, ‘Amore e morte’ (1881) olio su tela, cm 119×149 di Calcedonio Reina ; collocazione: Museo Civico Castello Ursino Catania.

Italo Interesse

 

527 Visite totali, 2 visite odierne

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