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La spola tra Brindisi e Bombay

La rara immagine, una cartolina postale ricavata da una stampa colorata a mano, ritrae l’ingresso del porto di Brindisi tra il 1900 e il 1905 (sono riconoscibili il Canale Pigonati – che collega il bacino interno con quello esterno – e, sullo sfondo, il Castello Alfonsino). Un ‘vapore’ proveniente dall’Egitto lo sta attraversando. Nella didascalia la nave viene erroneamente chiamata Iris. In realtà si tratta dell’Isis, un’unità della P&O (Peninsular and Oriental Steam Navigation Company). Con la gemella Osiris, la Isis copriva la tratta Brindisi-Porto Said della Valigia delle Indie, il celebre convoglio ferroviario che su percorso misto collegava Londra a Calcutta in ventidue giorni. Isis e Osiris non offrivano i comfort dei transatlantici. Ma per la selezionatissima clientela della Valigia delle Indie la priorità era un’altra: guadagnare tempo. E quelle due piccole navi rispondevano egregiamente a questa necessità. Erano infatti capaci di navigare a venti miglia l’ora, equivalenti a 32 chilometri orari. Se si considera che la più alta velocità del tempo la si poteva toccare solo in treno e non superava i 100, ci si fa un’idea della potenza di quelle due unità (solo il Titanic nel 1911 sarebbe arrivato a 24 miglia). Notevole fu dunque il contributo di questi due vapori al record di velocità della Valigia delle Indie, che in soli ventidue giorni copriva la distanza tra Londra e Calcutta. Per una decina d’anni Isis e Osiris divennero un’istituzione nel porto pugliese. Tale gloria però si spense alla vigilia della Grande Guerra, quando la Valigia delle Indie venne soppressa per ragioni di sicurezza (e mai più ripristinata nel dopoguerra per il sopravvenuto progresso aeronautico). La data di soppressione si può far risalire alla settimana successiva al 28 giugno 1914, giorno della morte a Sarajevo dell’arciduca d’Austria (la guerra sarebbe scoppiata esattamente un mese dopo). Quel giorno infausto cadeva di domenica e la Valigia era già in viaggio : partita come sempre dalla stazione di King’s Cross di ondra alle 21 di venerdì, sarebbe giunta a Brindisi alle 18 della domenica successiva, ovvero a distanza di sette ore dalla morte di Francesco Ferdinando. A Londra dovettero giudicare prematuro l’annullamento dell’imbarco, per cui i passeggeri della Valigia in tutta serenità e probabilmente ancora all’oscuro della tragedia poterono mettere piede sull’Isis o sull’Osiris (facendo spola incrociata fra Brindisi e Bombay, le due navi non avevano mai modo di sostare nello stesso porto). Con grande batticuore, invece, i passeggeri di ritorno dalle Indie sbarcarono a Brindisi dieci giorni dopo. Avevano da risalire in treno tutta l’Europa prima di arrivare a Calais e mettersi al sicuro in Patria. La guerra era alle porte: sarebbe scoppiata il 28 luglio.

Italo Interesse

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1 Comment

  1. MARIO MARGIOCCO ha detto:

    Ci sarebbero alcune inevitabili correzioni da apportare a questo articolo. L’Isis e la gemella Osiris, costruite in Gran Bretagna nel 1898, erano sulle 1.700 tonnellate di stazza lorda, lunghe meno di 100 metri, due motori a tripla espansione e due eliche, velocità 20 nodi molto alta per l’epoca, e con mare favorevole impiegavano meno di 50 ore sui 1.600 chilometri fra Brindisi e Port Said. L’equipaggio era di circa 100 uomini, 20 britannici e 80 italiani. Avevano cabine per circa 70 passeggeri, di prima classe soltanto, il restante spazio lasciato per posta e pacchi spediti da Londra per Bombay e viceversa, e poca merce. Non attraversarono mai il canale di Suez e non toccarono mai porti dell’Estremo Oriente. Erano state progettate come shuttles, cioè navettes, tra il porto italiano e Port Said dove avevano appuntamento con le ben più grandi navi che la compagnia P&O utilizzava nella rotta per India ed Estremo Oriente. Posta e i passeggeri di prima classe, quelli che lo desideravano, si imbarcavano ogni venerdì sera a Londra sul treno chiamato Valigia delle Indie (Indian Mail) e arrivavano domenica sera a Brindisi, via traforo del Frejus in genere. Da Brindisi ripartivano su Isis o Osiris per Port Said dove c’era la coincidenza con le ben più grandi navi partite dalla Gran Bretagna e dirette a Bombay, o provenienti da Bombay e dirette ai porti britannici. Via treno+ Isis o Osiris, e viceversa, erano 4 giorni contro i 12 necessari per fare tutto in nave. Le dieci navi della cosiddetta “serie M” della P&O costruite nel primo decennio del 900 superavano in genere le 10.000 tonnellate e imbarcavano 7-800 passeggeri, su due o, a volte, tre classi. Verso il Far East non c’era particolare emigrazione, a differenza delle rotte atlantiche e per l’Australia, e quibndi non sempre c’era la terza classe.
    Con lo scoppio della Prima guerra mondiale Isis e Osiris cessarono il servizio, nell’estate del 1914 furono requisite dalla Royal Navy e verranno vendute nel 1920 e nel 22, rispettivamente, e demolite la prima a Genova e la seconda a Wilhelmshaven, in Germania.

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