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Medici sotto stress: “Garantire al massimo le condizioni di lavoro”

Sembrano non finire mai le iniziative per ricordare i medici caduti sul lavoro nelle settimane e negli anni passati nei reparti all’interno degli ospedali pugliesi. Stress, superlavoro, turni massacranti gli anelli più evidenti che si aggiungono alla catena dei decessi. Nel frattempo i sindacati e organizzazioni di categoria maggiormente sensibili ai problemi denunciati dalla categoria medica non hanno mai smesso di sensibilizzare colleghi medici e addetti ai lavori a tenere alta la tensione. Invitando allo stesso tempo aziende sanitarie e ospedaliere a vigilare e intervenire per tappare i buchi nei ranghi del personale in servizio nei nostri ospedali. Il Sindacato Usppi e Usppi/Medici coi segretari Nicola Brescia e Daniele Laforgia hanno già espresso ‘vicinanza, dolore e rammarico’ per la morte dei medici Giovanni Buccoliero in servizio presso l’Azienda sanitaria locale di Taranto, stroncato pochi giorni fa da un infarto dopo ventiquattro ore consecutive di lavoro. Una situazione da bollettino di guerra. E così ieri l’intera giornata è stata segnata dal lutto per Buccoliero e Sebastiani, col primo che lavorava da tempo in condizioni massacranti per una grave carenza di organico all’Ospedale di Manduria, tanto che aveva oramai accumulato ben centosettanta giorni di ferie non godute. Una vera e propria follia, <<È l’ennesima morte annunciata tra i medici ospedalieri dopo quella del chirurgo dell’Azienda Consorziale Policlinico di Bari Raffaele Sebastiani lo scorso 22 dicembre avvenuta dopo ben dodici ore di sala operatoria. <<Le morti dei colleghi -chiosano ancora i rappresentanti sindacali dell’Unione Sindacati Professionisti Impiego Pubblico/Privato – mettono in luce, semmai ce ne fosse ancora bisogno, le condizioni di lavoro sempre più difficili e lo stress degli operatori sanitari e dei medici in particolare nell’ultimo decennio, compressi tra le richieste di maggiore produttività, gli organici ridotti e la crescente domanda di salute dell’utenza>>. Insomma, le organizzazioni sindacali si oppongono a un sistema che riconosca i diritti dei pazienti e sempre meno quello, altrettanto sacrosanto, al riposo per medici e operatori sanitari. <<Tutte le statistiche evidenziano come la sicurezza sul lavoro sia diventata ormai un’emergenza nazionale in molti settori produttivi ed ora lo sta diventando anche in sanità>>, alzano la voce dal Sindacato, impegnato ancora una volta a mantenere un atteggiamento propositivo e responsabile. Ma allo stesso tempo ritiene che <<…non sia più procastinabile una riflessione insieme alle Direzioni Aziendali per garantire sicurezza, condizioni e carichi di lavoro adeguati al particolare momento storico che stiamo vivendo per evitare che la situazione diventi da grave, gravissima>>. E l’esposizione del lutto al braccio di tanti camici bianchi ieri rappresenta la partecipazione simbolica a un evento che ha provocato dolore e sconcerto. Ma dopo le manifestazioni di protesta simboliche, nei reparti più esposti a situazione di superlavoro e carenza di personale medico e paramedico, si attendono interventi concreti. Come messo in rilievo dal sindacato autonomo che da sempre ‘pressa’ le istituzioni sanitarie pugliesi, è giunto il momento di dire ‘basta’ alle morti sul lavoro anche in quegli ospedali dove le vite debbono essere salvate. E non vilmente tagliate per colpa dell’incuria e indifferenza di politici e amministratori della sanità.

Francesco De Martino

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