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Il buio pathos di Lisa

Dopo l’esordio avvenuto il 17 settembre, è in pieno svolgimento Time Zones, la storica rassegna delle musiche possibili ; si concluderà il 31 ottobre. Giunta alla XXXV edizione, Time Zones si presenta quest’anno particolarmente decentrata, distribuita com’è tra Parco Princigalli, Vallisa, Chiostro di Santa Chiara, Kismet e Palazzo De Mari ad Acquaviva delle Fonti. Viva sensazione ha destato l’appuntamento di venerdì scorso al Kismet, dove era protagonista Lisa Morgensten. Ma prima è il caso di spendere due parole per chi l’ha preceduta sullo stesso palco : Lukas Lauermann. Viennese, classe 1985, Lauermann è al presente il violoncellista austriaco di maggiore versatilità. Dote, questa, confermata la settimana scorsa soprattutto quando, sostenuto da un misurato sostegno tecnologico, Lauermann, dopo aver spaziato fra indie e minimalismo, ha adoperato lo strumento in chiave percussiva. Molto buona l’accoglienza della platea. Ancora più consensi ha raccolto, dopo, la Morgenstern (nell’immagine). Già considerata in Germania, da cui proviene, una enfant prodige, Lisa Morgenstern sa coniugare come pochi il cantautorato con le seduzioni classiche e quelle elettroniche. Personaggio di notevole presenza scenica (capigliatura lunghissima, movenze eleganti che rivelano il passato di danzatrice), dotata pure di una voce notevole e che impiega con originalità, Lisa Morgenstern ha dato spettacolo. Disarmante la disinvoltura con cui questa giovane artista riesce ad esprimere il suo buio pathos passando dal pianoforte (strumento cui si approccia con ragguardevole bagaglio tecnico) alle tastiere elettroniche, dalle quali sa cavare sonorità che omaggiano molti maestri del genere, dai Tangerine Dream a Klaus Schultz, dai Kraftwerk a Vangelis. Degno di nota, infine, il disegno luci, sontuoso e mirato, al quale va ascritto una parte del successo della Morgenstern. – Prossimo appuntamento di rassegna, venerdì 16 ottobre, ancora al Kismet. In cartellone, Berhard Fleishmann e Folklore elettrico. Il primo è un altro musicista austriaco che si misura con l’elettronica muovendosi tra beat minimal, techno, ambient e tri hop. I Folklore Eletrico sono una band italiana composta da Marco Malasomma (elettronica e percussioni), Domenico Saccente (fisarmonica e piano) e Jime Ghirlandi (visuals). Il loro spettacolo, ‘Terranea’, è omaggio al territorio pugliese e alle sue tradizioni. Con le immagini raccolte dalla Ghirlandi, dialogheranno le architetture sonore disegnate da Malasomma e Saccente “in una narrazione dall’estetica fresca e contemporanea”.

Italo Interesse

 

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