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Il Cantico, l’approccio cerebrale

Opera complessa e che si presta anche a considerazioni di carattere iniziatico, il Cantico dei Cantici continua a dividere gli studiosi. Questo Cantico fu veramente composto da Re Salomone oppure è un canto nuziale derivato, se non copiato da alcuni poemi della Mesopotamia…? Volendo andare in controtendenza, Roberto Latini promette di accostarsi al Cantico in modo scevro da riferimenti religiosi, da seduzioni allegoriche, parallelismi e suddivisioni in capitoli piuttosto che in scene. Almeno in apertura la sua rilettura – oggetto di una produzione Fortebraccio che è stata in cartellone al Kismet per la stagione di Teatri di Bari – mantiene la promessa. Latini si abbandona al piacere di una parola liquida, che ispira l’odore del nardo e il sapore del miele e dà vita a un flusso emozionale che scorre ampio e lento, irresistibile come un grande fiume. Questo però, ripetiamo, solo inizialmente, peraltro al prezzo di modalità che tengono conto della scelta, spiegabile solo tirando le cose per i capelli, di parodiare ‘Voix humaine’ di Cocteau (abbandonata la panchina su cui dorme come un barbone, l’interprete si posiziona dietro il classico cristallo quadrato che negli studi televisivi separa la regia dalla sala di registrazione e lì comincia a declamare il testo biblico). Più avanti le cose evolvono : la voce di Latini, da calda e trasognata, poco a poco evolve in quella di un possibile Lupo Cattivo : in realtà si tratta di un omaggio a Carmelo Bene. Dopo emergono spunti ironici, anche dissacranti (c’è spazio persino per la Carrà di ‘A far l’amore comincia tu’), intanto che lo spettacolo va avanti in  un crescendo sempre più complicato di citazioni e rimandi. In definitiva, Latini parte bene, parte col cuore. Ma volendo strafare lavora di testa e finisce con lo smarrirsi. La singolare freschezza d’apertura cede poco a poco terreno a un sentimento arzigogolato in cui la garbata cifra erotica del Cantico dei Cantici s’annacqua e svapora. Eppure, il pubblico, quale accoglienza. Lungo l’applauso di commiato, ripetute le chiamate in scena… – Prossimo  appuntamento per la stagione di Teatri di Bari : Domani e dopodomani al Nuovo Abeliano è in cartellone Michele Placido col suo ‘Serata d’onore’ ; con Placido saranno in scena Anna Gargano, Gianluigi Esposito e Antonio Saturno. Dalle note di regia : “Un recital che vuole essere un racconto, un dialogo tra l’artista e gli spettatori. Quasi due ore di spettacolo in cui lo spettatore sarà preso per mano e condotto tra le pagine più belle della poesie e del teatro : Dante, Neruda, Montale, D’Annunzio… e non mancheranno i versi dei più importanti poeti e scrittori napoletani come Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo”.

Italo Interesse

 

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