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Il pianto del fantino

Si ritiene che l’uomo abbia addomesticato il cavallo quattromila anni prima di Cristo. Quasi contestualmente è nata l’equitazione sportiva. L’origine remota dell’ippica giustifica la presenza di questa disciplina tra quelle ammesse alle prime Olimpiadi. La spettacolarità del confronto tra cavalli in corsa trovò particolare enfasi nel mondo antico. In Grecia, a Roma e poi a Bisanzio vennero costruiti impianti rimasti nella storia per lo svolgimento di queste gare ; tra queste le più amate vedevano impegnate bighe e quadrighe. Più avanti la definizione delle regole relative a questo tipo di competizione (galoppo, galoppo a ostacoli e trotto) e la selezione di razze equine differenti a seconda delle specialità, ha dato vita ai moderni ippodromi. Nessuno di questi può vantare la sfarzosa monumentalità e la capienza di un Circo Massimo, che, lungo 620 metri e largo 140, con gradinate capaci di ospitare 250mila spettatori e un circuito dove potevano correre dodici quadrighe, è considerato il più grande complesso architettonico per spettacoli costruito dall’uomo. Ugualmente, strutture moderne come San Siro, Capannelle e Agnano continuano a fare da richiamo per grandi folle, almeno in occasione degli appuntamenti più prestigiosi. Folle che però negli ultimi anni sono andate diradandosi al consolidarsi della crisi del settore ippico, fenomeno responsabile della chiusura di strutture anche storiche e al ridimensionamento dell’attività di quelle superstiti. Al presente, dei 54 ippodromi italiani, undici sono in disuso, uno è parzialmente in disuso e un altro è stato dismesso. Un quadro disastroso al quale il Covid 19 minaccia di assestare il colpo di grazia. Gli ippodromi, così, si allineano a stadi, palazzetti, piscine, velodromi e polisportivi languenti in un silenzio irreale. Si piange anche in Puglia. Ma più che a Castelluccio dei Sauri e a Taranto, dove rispettivamente hanno sede gli ippodromi ‘Dei Sauri’ e ‘Paolo VI’, la rabbia è particolarmente sentita a Casarano dove trova posto una struttura che non ha dodici anni di vita (venne inaugurata a dicembre 2008). Ideato e gestito dalla famiglia De Luca, l’Ippodromo Euroitalia sorge alla periferia della città, nella zona industriale, sulla via per Collepasso. Il complesso, che si estende per una cinquantina di ettari all’interno di un complesso turistico-sportivo che ospita anche un palazzetto dello sport, una piscina coperta e campi da tennis, dispone di una pista di mille metri omologata per il trotto e per il galoppo ; due ‘racchette di innesto’ consentono la partenza in rettilineo. All’Euroitalia, dove si corre anche di sera, l’ingresso è libero ; si può scommettere sul campo e sul circuito Betflag.

 

Italo Interesse

 

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