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Il soffio della roccia

Pugliese (è originario di Apricena), Francesco Granito è uno scultore che da una quarantina d’anni è in felice lotta con la materia, nel senso che si applica per   ‘invertirla’ alleggerendo il pesante o dando resistenza a ciò che è debole (e viceversa). In altre parole, egli studia come voltare l’equilibrio in squilibrio. E ‘Squilibrio’ è il nome di una esposizione di sculture e installazioni in mostra a Domus Milella, già Palazzo de’ Gironda, in strada de’ Gironda 22, a Barivecchia; la mostra si distribuisce tra il salone del piano nobile e il giardino pensile del seicentesco fabbricato, una delle pochissime oasi verdi del centro storico. Evento curato da Carmelo Cipriani e promosso da Domus Milella in collaborazione con l’Alliance Française di Bari, ‘Squilibrio’ si avvale dell’allestimento di Domenico Potenza, docente presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Pescara. Versato nella produzione di manufatti di dimensioni anche colossali, qui Granito – per ragioni di spazio – presenta un complesso di opere pressoché ‘tascabili’ ; i manufatti esposti risalgono alla produzione dell’ultimo ventennio di attività dell’artista, con alcune significative presenze afferenti ai due decenni precedenti. Motivo conduttore di ‘Squilibrio’ è il candore verginale  della pietra di Apricena che Granito tratta con devozione quasi religiosa. L’impiego dei molti strumenti a disposizione dello scultore di oggi ispira qui più l’idea del ‘soffio’ che della percussione, dello sfregamento, del taglio. Una mano lancia un aereo di carta, un’altra mano regge come in una carezza una piuma, farfalle si librano da un libro aperto, increspature lievi della roccia richiamano le ondulazioni della risacca… Tanta leggerezza tocca e in qualche modo inquieta, specie là dove Granito si esprime in lievi panneggi (centrini o giù di lì). Tale virtuosismo ha un maxi precedente – apprezzabile attraverso un video che il visitatore può visionare – in un lenzuolo marmoreo e dai bordi in pizzo che mollemente si adagia su un altare minimale ricavato squadrando a parallelepipedo un colossale blocco di pietra. Un virtuosismo che inquieta, dicevamo, per l’associazione, entro certi limiti, col ‘Cristo Velato’ di Giuseppe Sanmartino, opera conservata nella cappella Sansevero di Napoli e celeberrima per il sottilissimo velo marmoreo di stupefacente trasparenza che fa da sudario al Salvatore (vuole la leggenda che esso sia stato realizzato da Sanmartino con l’ausilio dell’alchimista Raimondo di Sangro, uno scienziato in possesso del segreto di calcificare i tessuti in cristalli di marmo). ‘Squilibrio’ è visitabile fino a dopodomani, venerdì 8 ottobre dalle 18:30 alle 21:00.

 

Italo Interesse

 

 

 

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