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Rione Libertà: più vigilanza, ma occhio alle troppe licenze agli extracomunitari

Quartiere Libertà: commercianti e residenti sono stanchi di subire rapine e aggressioni ed è per parlare di questo (e magari prendere o proporre atti decisionali) che sabato prossimo, alle dieci e trenta precise, c’è un’assemblea cittadina. Luigi e Michele Cipriani, dirigenti del Movimento “Riprendiamoci il Futuro”, infatti, fanno sapere che presso la sede del citato movimento di via Nicolai 261 (angolo Trevisani), si terrà l’incontro aperto ai cittadini, comitati, associazioni, partiti e commercianti per discutere il tema della sicurezza nel quartiere Libertà. Forti le preoccupazioni di Cipriani padre e figlio: al Libertà secondo lui si corre il rischio, tanto per non andare troppo lontano, di quello che alcuni chiamano “razzismo di rientro”, situazione difficile e spesso fuori controllo che per comprendere e spiegare meglio sarà necessario partecipare a un’assemblea che già si preannuncia ribollente. Da tenere d’occhio gli affitti ai migranti, mentre anche il vice parroco di Santa Cecilia, sempre al Libertà, don Giovanni Lorusso da un po’ di tempo ha lanciato l’allarme soprattutto sul problema migranti. <<Scusi don Giovanni, Cipriani ha sostenuto che al Libertà esiste un’emergenza sicurezza>>, gli abbiamo chiesto. “Non posso dargli torto e condivido le sue preoccupazioni. Al Libertà si vive una situazione difficile e spesso fuori controllo. Esiste un rischio di razzismo di rientro, anche se i cittadini baresi sono tutto meno che razzisti. Il problema vero è che vi è un alto numero di migranti e questo crea problemi seri di  convivenza”. In che senso? “Che non sempre i migranti s’integrano, mentre sarebbe senz’altro opportuno insegnargli la lingua italiana, ad esempio. Inoltre –sempre a parere di don Giovanni – sarebbe bene spalmarli su tutto il territorio cittadino e non concentrarli soltanto in un rione come avviene al Libertà. Ultimamente da noi si è verificato un brutto episodio, quello di un migrante che ha aggredito per fini sessuali una donna e questo ha fatto crescere sia la preoccupazione sia l’insofferenza. Parliamoci chiaro, anche i nostri commettono reati e penso ai tanti teppisti che  scorrazzano vicino al mercato, ma mi preme sottolineare un altro aspetto”. Insomma, tanti migranti del quartiere Libertà vivono nei bassi ed esiste il forte sospetto che almeno in parte, si sia creato un mercato degli affitti poco limpido. Bisognerebbe controllare il rispetto delle norme, l’identità di chi vive in quelle case, i dati degli occupanti e se chi fitta rispetta la legge. Ho la sensazione di una situazione che va fuori controllo””. Insomma, inutile ripetere come faranno certamente questo fine settimana che parliamo purtroppo d’un quartiere in gran parte lasciato a se stesso e degradato. Il biglietto da visita più negativo è il palazzo dell’ex Liceo Nautico, una vergogna. Si trova in stato di abbandono, preda delle intemperie e dei colombi. Indecoroso. E segnaliamo le altre criticità: mancanza di un sufficiente numero di telecamere di sorveglianza e illuminazione carente,sporcizia diffusa, e soprattutto ( specie in ore serali) zone sotto il totale dominio dei migranti e relativa paura dei cittadini di uscire e camminare. Tanti migranti vagano sputando, parlano ad alta voce con le loro brave bottiglie di birra.  Critica la situazione negli isolati tra via Sella e Manzoni, dove nelle ore pomeridiane si sentono effluvi sgradevoli di cucina. I negozianti locali lamentano, inoltre, che i tantissimi migranti non comprano da loro, ma dai negozi etnici. Domanda: perchè sono date tante licenze per questi esercizi che danneggiano l’economia dei baresi? Già, perché signora assessora Palone?

 

Antonio De Luigi

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