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Chi difende il difensore civico dell’infanzia?

Carlo Paolini era nero come la pece, dopo che era saltato per l’ennesima volta il numero legale del Consiglio Comunale tre anni fa, proprio quando bisognava votare per il ‘suo’ difensore dell’infanzia. <<Come prevedevo…continua la farsa in Consiglio comunale: martedì eravamo in seconda convocazione e il Consiglio aveva i numeri necessari per l’approvazione della delibera che istituisce l’Ufficio del Tutore civico dell’Infanzia. Dopo l’approvazione del Piano Sociale di Zona (abbiamo evitato in extremis la nomina di un commissario ‘ad acta’) è stata chiamata la delibera che aspettavo da tanto tempo. Lo spettacolo è stato indecente: consiglieri della maggioranza e dell’opposizione si sono alzati e si sono allontanati dall’aula, facendo venire meno il numero necessario alla sua approvazione. Tale  atteggiamento mi spingeva a chiedere ancora una volta il rinvio della delibera. Successivamente (notando sguardi compiaciuti) riprendevo la parola e in modo deciso e indignato annunciavo la volontà di dimettermi da consigliere comunale, in segno di protesta nei confronti di un Consiglio che dimostrava ancora una volta tutta la sua sensibilità quando si parla e si decide sulle lottizzazioni, ma che viene meno quando si deve decidere sulla tutela dei diritti dei minori. Assistiamo ogni giorno ad avvenimenti che li coinvolgono e subito si organizzano manifestazioni, fiaccolate e magari ci sono consiglieri comunali in prima fila ma.. quando si tratta poi di mettere in pratica strumenti di coordinamento e di prevenzione come il Tutore civico dell’Infanzia, si mette in campo volto reale, quello dell’indifferenza! Ho ritirato le dimissioni successivamente perché c’è stato l’impegno esplicito da parte della maggioranza a garantire i voti necessari al prossimo Consiglio del 9 aprile>>. Conclusione? Paolini è ancora arrabbiatissimo, anche se nel corso dell’ultima assemblea cittadina guidata dalla giunta Emiliano il difensore dei minori era stato approvato. E approvato anche il relativo regolamento, ma senza che nessuno, con l’amministrazione Decaro, gli abbia poi dato impulso, lasciando anche questa partita a metà. <<E’ mio dovere continuare a sperare, ma il fatto che più mi addolora è assistere alla scarsa affidabilità di consiglieri dei partiti di maggioranza e di minoranza che hanno firmato concordi il provvedimento. Come si può chiedere la fiducia dei cittadini, chiedere il loro voto, se poi non si onora nemmeno la propria firma su un pezzo di carta che chiamano ordine del giorno?>>, si sfogava Paolini, che ora spera nell’intervento del difensore civico regionale, l’ex assessore comunale Ludovico Abbaticchio. Cambierà qualcosa nei prossimi tre mesi, al Comune di Bari, per vedere realizzati finalmente gli uffici a tutela dei diritti dell’infanzia? Eggià, perchè a novembre di ogni anno si celebra la “Giornata dell’infanzia”: sono trascorsi parecchi anni dal 1989, anno in cui l’Assemblea Generale dell’ONU a New York approvava la Convenzione sui diritti dell’Infanzia, che l’Italia ratificò due anni dopo, nel 1991, con la Legge n. 176. E’ questo lo strumento giuridico fondamentale di chi si batte per un mondo in cui tutti i bambini e le bambine vivano in condizioni favorevoli per diventare protagonisti del proprio futuro in piena libertà. Eppure la Puglia si presenta sempre anche per Sindaco e Presidente della Regione Puglia come la regione immersa fino al collo nell’emergenza minori a rischio. Nonostante i notevoli finanziamenti, resta la sensazione di vivere uno stato di assoluta debolezza nei confronti del messaggio della criminalità organizzata che coltiva ed arruola facilmente i minori, con la prospettiva di guadagni facili ed immediati. Paolini è molto informato sui minori e i loro problemi atavici. <<La prima esperienza dei Piani Sociali di Zona a Bari non ha dato per ora i frutti sperati. Il Tribunale dei minori di Bari detiene una delle percentuali più alte d’Italia (se non la più elevata) degli affidamenti giudiziali e la percentuale dei giovanissimi che si avvicinano all’alcol sta viaggiando verso il 10%, con l’abbassamento dell’età a 11 anni. Anche il tasso di recidività dei minori che tornano a delinquere desta forti preoccupazioni. Sono segnali questi che vanno, quindi, in controtendenza rispetto alla portata della Convenzione sui diritti dell’Infanzia>>. Vero: a Bari vengono spesso commessi atti criminosi in cui sono coinvolti i minori sia come soggetti attivi che come vittime innocenti. E l’ultimo caso di cronaca della sedicenne caduta nelle grinfie di un paio di orchi, che da Bari ha fatto il giro dell’Italia, ha provocato perfino l’ira del capo della procura Giuseppe Volpe, pronto a denunciare proprio l’assenza di associazioni ‘no profit’ e enti pubblici. Per questo la semplice repressione, da sempre, mostra tutti i suoi limiti, per cui sarebbe prioritaria un’attività difficile e complessa di prevenzione che coinvolga tutte le Istituzioni territoriali e la cittadinanza e che le stesse siano fra loro messe in relazione. E allora, cosa si aspetta per la realizzazione effettiva e reale anche a Bari dell’Ufficio del Tutore Civico dell’Infanzia, portata avanti ancora con scarso successo dall’ex consigliere comunale Paolini? Scommessa importante per Bari e la sua Amministrazione, molto piu’ interessata alle lottizzazioni urbanistiche e alle campagne elettorali per conservare stipendi e cadreghe, che alle questioni relative ai minori e loro difensori….

 

Francesco De Martino

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