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Cinque Comuni del barese domani sceglieranno il sindaco al ballottaggio

Sono cinque i Comuni con più di 15mila abitanti della provincia di Bari nei quali domenica 26 giugno si riapriranno i seggi elettorali dalle ore 7 alle 23, per scegliere il sindaco per il prossimo quinquennio. Di essi la realtà più importante richiamata al voto è Molfetta che, dopo Barletta nella Bat, è sicuramente anche la sfida più significativa in Puglia per questa tornata di ballottaggi, che – come è noto – nella nostra regione saranno in tutto dieci, considerato che i centri delle altre province pugliesi dove 12 giugno scorso non si è chiusa la partita delle amministrative sono in tutto quattro. Ossia uno in provincia di Lecce, Galatina, e tre in quella di Taranto, Castellaneta, Mottola e Palagiano. A Molfetta la sfida è tra il sindaco uscente, Tommaso Minervini (appoggiato da 11 liste civiche), e Lillino Drago (sostenuto dal Pd, Sinistra italiana, M5S e tre civiche). Al primo turno hanno ottenuto rispettivamente il 47,86% e il 23,65%. Nel nord barese l’altro centro che domenica sceglierà il sindaco al secondo turno è Giovinazzo.  Il ballottaggio sarà tra Michele Sollecito (7 liste tra centrodestra, centristi e civiche) e Daniele De Gennaro (sinistra e civiche), che il 12 giugno scorso hanno ottenuto rispettivamente il 41,05% e il 37,27% dei voti.  Nel sud-est di Bari, invece, le sfide di ballottaggio si svolgeranno: – a Santeramo, dove la partita è tra Vincenzo Casone (sostenuto da 5 liste tra centrosinistra e civiche) e Michela Nocco (sostenuta da 9 liste tra centrodestra e civiche) e che al primo turno si sono piazzati sostanzialmente in un testa a testa, avendo conseguito rispettivamente il 33,07% e il 32,90% dei consensi; – a Polignano, dove a contendersi la fascia tricolore per il prossimo quinquennio saranno Maria La Ghezza (sostenuta dal M5S e 4 civiche) e Vito Carrieri (sostenuto da Sinistra italiana ed una civica). Al primo turno avevano ottenuto rispettivamente il 35,04% e 23,10% dei suffragi; – a Castellana Grotte il ballottaggio vedrà protagonisti Domi Ciliberti (sostenuto da 9 liste tra civiche, centristi e socialisti), suffragato al primo turno con il 47,13% dei consensi e Vito Luigi Rubino (espressione di una lista civica), che due settimane fa da solo ha riportato il 17,65% dell’elettorato presentatosi al voto. Ma la sfida politicamente più significativa – come detto – in Puglia riguarderà Barletta, dove a contendersi la poltrona di Primo cittadino sono l’ex sindaco, Cosimo Cannito (42,3% al primo turno), sostenuto dal centrodestra unito (Fdi, Lega e Fi) e da 5 liste civiche e sul fronte opposto Santa Scommegna (36,6%), candidata del Pd e delle civiche che alla Regione Puglia sostengono il governatore Michele Emiliano. Però, Scommegna al secondo turno potrà contare in teoria sull’appoggio di Sinistra italiana e Italia Viva, che porterebbero in dote circa 19 punti percentuali conseguiti al primo turno dal candidato sindaco Carmine Doronzo. Infatti, è stato ufficializzato l’apparentamento con le liste che, al primo turno, hanno sostenuto a sindaco il consigliere comunale uscente Doronzo. Lo scorso 12 giugno Doronzo ha ottenuto il 18,47% dei voti, posizionandosi al terzo posto nella classifica finale, per cui è diventato il possibile ago della bilancia al ballottaggio. Quindi, in teoria per il ballottaggio si è ricomposta la coalizione del centrosinistra barlettano che, come si ricorderà, si era spaccato lo scorso 19 marzo, al momento della candidatura di Scommegna da parte del Pd cittadino, senza per aver avuto l’ok dai pentastellati e da Sinistra italiana. Decisione che però – come si ricorderà – non era piaciuta nemmeno ai vertici nazionali del Partito democratico, tanto che il segretario regionale, Marco Lacarra, aveva rimesso il mandato nelle mani di Enrico Letta. Il risultato è stato che il M5S ha corso da solo con l’ex consigliera Maria Angela Carone (arrivata quarta con circa il 2,6% delle preferenze), mentre Sinistra italiana e Italia Viva al primo turno hanno puntato su Doronzo. Adesso, per avere più chance al ballottaggio, la coalizione di centrosinistra si ricomposta quasi del tutto. Anche se in realtà è stato necessario l’intervento dei leader nazionali per indurre le parti ad accordarsi. Nella trattativa – secondo indiscrezioni – sarebbe stata decisiva una telefonata di Nichi Vendola, fondatore di Sinistra italiana, assieme alle interlocuzioni del responsabile nazionale Enti locali del Pd, Francesco Boccia, e del governatore Emiliano. E non sarebbe neppure difficile immaginare quale potrebbe essere la possibile contropartita politica futura che il Pd di Letta potrebbe garantire in cambio a Sinistra italiana. Ossia assicurare nel maggioritario (se la legge elettorale per le politiche dovesse rimanere invariata) un collegio con possibilità quasi garantita di elezione al Parlamento per Vendola. Su Barletta la situazione del centrosinistra anche al ballottaggio resta comunque complessa, poiché le lacerazioni all’interno del Pd locale sono tutt’altro che ricomposte. Come pure difficile appare la ricomposizione all’interno dell’elettorato di centrosinistra barlettano. Perciò la sfida elettorale di ballottaggio a Barletta sarà un banco di prova per la tenuta del centrosinistra locale, ma soprattutto una “scommessa” per chi al primo turno ha forza la mano con una candidatura non condivisa. Ma la sfida barlettana sarà una “scommessa” anche per il candidato sindaco del centrodestra, Cannito, che, – come è noto – sfiduciato dal Consiglio comunale nell’ottobre del 2021 dal Consiglio comunale, si è comunque ricandidato per la guida della città. Quindi, una partita amministrativa che un “azzardo” per ambo gli schieramenti in campo e  su cui solo gli elettori barlettani faranno definitivamente chiarezza domenica prossima nelle urne.

 

Giuseppe Palella

 

 

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