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Conte Alfonso, il cavaliere dell’impossibile

 

Il cavaliere senza testa è un personaggio del folclore europeo. L’irlandese dullahan o dulachán (“uomo scuro”) è un folletto senza testa, che generalmente cavalca un cavallo nero. Quando il dullahan chiama un nome, la persona chiamata muore…Un celebre racconto scozzese parla di un uomo chiamato Ewen, Ewen decapitato in una battaglia tra clan a Glen Cainnir sull’isola di Mull e il cui spettro acefalo abita ancora quel lembo di terra… Nel centro storico di Galatina un palazzo risalente ai primi del Settecento e appartenuto alla famiglia Comi si distingue per l’ampia ‘corte’ (Corte Vilella). La cosa più interessante di questo cortile è una balconata in pietra leccese finemente traforata che, proseguendo in basso, evolve in una non meno bella scalinata. Al termine di quest’ultima si leva una piccola statua nei cui tratti per quanto deteriorati dal tempo si riconosce la sagoma di un cavaliere. La scultura è acefala, ma la testa è collocata in cima al corrimano… L’anomalia ha solleticato in alcuni studiosi l’idea che la statua sia riproduzione del Conte di Conversano Giulio Antonio Acquaviva, il celebre uomo d’arme caduto nel 1481 nel Salento (forse nelle vicinanze di Galatina) nel corso di uno dei tanti scontri conseguenti al sacco di Otranto del 1480. Si racconta che, caduto in un’imboscata, il Conte venisse decapitato da un colpo di scimitarra ma che continuasse a combattere e seminare il panico tra i nemici prima di venire riportato dal fido destriero al castello di Sternatia, quartier generale delle forze di Alfonso d’Aragona, luogotenente del Principe di Napoli. Cosa ci può essere di vero nella storia di un cavaliere senza testa? Nel caso dell’Acquaviva, che egli abbia perso il capo in battaglia è confermato da più fonti ; pare pure che la sua testa, finita come trofeo a Costantinopoli, non venisse restituita ad alcun prezzo. Quanto al fatto che quel corpo mutilato sia rimasto in sella c’è da considerare questo : Tecnicamente, un cavaliere rivestito di corazza poteva restare ritto in sella pur avendo subito un colpo mortale. Questi guerrieri infatti, coperti di metallo dalla testa ai piedi, per ragioni di stabilità erano assicurati al cavallo in modo tale da fare con esso un blocco unico. Quanto al fatto, poi, che il nostro cavaliere abbia seminato il panico tra le fila musulmane (e senza mulinare alcuna spada), ciò può spiegarsi con l’orrore che doveva  suscitare nei nemici la vista di un cavallo imbizzarrito che galoppava reggendo il tronco di un guerriero acefalo…  Qualche perplessità invece desta il ritorno spontaneo e solitario del cavallo col suo mesto carico al castello di Sternatia. Forse gli uomini del Conte, raggiunto il cavallo, ebbero titubanza a ricomporre il cadavere sul campo di battaglia per cui, suggestionati da quella magia che sapeva di epico, preferirono ricondurre in quell’inquietante postura il loro duce al castello di Sternatia.

 

Italo Interesse

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