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Il docente della Scuola di Medicina e chirurgia di Bari si difende

Essere docenti al tempo del Covid e dover far necessariamente ricorso alla Didattica a distanza crea delle situazioni incresciose che attraverso un utilizzo smisurato e non sempre corretto dei social divengono dei veri e propri casi “nazionali”.

A Bari un docente di Bioetica della scuola di Medicina e Chirurgia è stato accusato, attraverso la divulgazione di video delle sue lezioni, di comportamento sessista e discriminatorio a danno delle donne.

Che il docente abbia esagerato con alcune esternazioni non c’è ombra di dubbio, ma anche accanirsi contro un professore senza lasciargli un margine di difesa è comunque un atto vessatorio.

Qualcuno potrebbe ritenere che si debba essere responsabili delle proprie dichiarazioni anche a costo di doverne subire le conseguenze, ma l’accanimento è ben altra cosa.

Il docente in questione ci ha chiesto di poter esporre anche il suo punto di vista in merito alla vicenda e in qualità di organo di informazione riteniamo che ne abbia tutto il diritto.

“Prima di tutto ci tengo a scusarmi con tutte le donne e in particolar modo con le donne magistrato, che ho impropriamente citato nel corso di una mia lezione, ma lo scopo del mio intervento non era affatto quello di denigrare questa categoria, ma semplicemente quello di far cogliere ai miei alunni che secondo le neuroscienze esistono delle differenze tra la sfera sensoriale degli uomini e quella delle donne. Queste ultime in particolare presentano un’area del cervello dedicata alle emozioni molto più vasta rispetto a quella dell’altro sesso. Posso documentare questa mia affermazione con una bibliografia approfondita e da me curata nel corso degli anni – ha dichiarato il prof. Mitola. Anche altri miei esempi sono stati un po’ leggeri e azzardati, ma li utilizzavo per tenere alta l’attenzione degli alunni,  che in DaD è davvero minima; infatti in seguito a tali esempi riuscivamo ad aprire dibattiti, che nella materia che insegno, sono sempre possibili e costruttivi. Almeno questo è stato il mio intento. La mia illustrazione sul cervello maschile e femminile ormai virale in rete, aveva inizialmente un intento ironico – molte mie amiche sono ottime guidatrici, non amano lo shopping e sono ottimi magistrati, così come alcuni uomini non seguono il calcio e gradiscono le fiction – ma, una volta decontestualizzata sul web ha assunto invece prerogative sessiste. Inoltre non ho mai affermato che la donna non debba lavorare per accudire i figli in tenera età, ma mi sono limitato ad evidenziare i probabili danni che l’assenza di entrambe le figure genitoriali nei primi anni di vita, possa causare nel lungo termine – anche questa mia affermazione ampiamente documentata e supportata da fonti scientifiche”.

“Ho accettato di buon grado il provvedimento che il Rettore dell’Università di Bari ha emanato nei miei confronti e gli ho anche inviato una email con la quale ho voluto porgere le mie scuse a tutta l’Università da Lui rappresentata. Ho fatto mea culpa, ma l’attacco nei miei confronti da parte dell’associazione studentesca sta assumendo adesso dei contorni davvero dilatati che stanno ledendo la mia persona, procurandomi anche danni a livello della mia salute. Spero che questo bombardamento mediatico sia cessato quanto prima altrimenti mi vedrò costretto a tutelare la mia privacy attraverso le vie legali – ha concluso il prof. Mitola”.

Marina Basile

 

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