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Il Palazzo Barone Ferrara aperto al pubblico

Anche quest’anno il FAI, Fondo Ambiente Italiano, promuove la Giornata di Primavera, giunta alla sua ventunesima edizione: sabato 23 e domenica 24 marzo ben 700 luoghi in Italia, spesso inaccessibili, verranno eccezionalmente aperti al pubblico con visite a contributo libero. Sarà possibile visitare chiese, palazzi, aree archeologiche, ville, giardini, ma anche caserme e un osservatorio astronomico: un vero e proprio viaggio alla scoperta delle bellezze del nostro Paese, che consente di esaltare la nostra identità nazionale e di partecipare attivamente alla salvaguardia del nostro territorio, dal patrimonio artistico e culturale unico al mondo. Anche la Puglia è una tappa importante di questo lungo itinerario: per l’occasione, infatti, sarà possibile visitare beni normalmente chiusi al pubblico, come la Chiesa di Santa Margherita a Bisceglie, Villa Damaso Bianchi a Fasano (BR), Torre Alemanna a Cerignola (FG) e il Palazzo Barone Ferrara a Bari. Quest’ultimo sorge in corso Vittorio Emanuele: si tratta di un’imponente struttura ottocentesca che venne costruita nel gennaio 1843 su commissione del proprietario, il barone Onofrio Ferrara per l’appunto. Attualmente il Palazzo risulta interamente ristrutturato, perdendo un po’del suo fascino e splendore iniziale, e ospita la Banca Apulia, la quale ha dato un notevole contributo e impulso alla realizzazione di questo evento: per l’occasione, ha spiegato la dottoressa Rossella Ressa, capo della delegazione Fai di Bari, nella conferenza stampa di presentazione che si è tenuta ieri mattina presso lo stesso Palazzo Barone Ferrara, saranno presenti durante le due giornate dei tableaux vivants, figuranti vestiti con abiti originali, e un sottofondo di musica ottocentesca che serviranno per l’appunto a ricreare l’atmosfera originaria. Nella chiesetta del primo piano, invece, verrà allestita una mostra di fotografie, di cui alcune anche inedite, del borgo murattiano, che quest’anno festeggia il suo bicentenario. Tra queste fotografie sarà possibile visionare anche un’immagine risalente al 1816 e disegnata dall’architetto Giuseppe Gimma, a cui si deve la struttura a scacchiera del Borgo Murattiano, su cui sono impostate anche altre grandi città del Mediterraneo come Trieste e Barcellona: “Una memoria che si è persa – ha spiegato il professor Beppe Carlone, fine conoscitore della storia della nostra città e presente anch’egli in conferenza – ma che si spera venga rivitalizzata dalla circostanza del bicentenario” . Il Palazzo resterà aperto sabato 23 dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18 e domenica 24 dalle 10 alle 18: sarà possibile seguire delle visite guidate in cui faranno da “Apprendisti Ciceroni” i ragazzi del Liceo scientifico Scacchi, del Liceo Classico O.Flacco, del Liceo Artistico De Nittis- Pascali e dell’Istituto Tecnico Marco Polo di Bari, che illustreranno gli aspetti storico-artistici del Palazzo. Nel corso della manifestazione verrà inoltre proiettato in loop il videoclip inedito del compositore Ivan Iusco dal titolo “The Swan”, tratto dall’album “Fragment #11”: si tratta di una video installazione realizzata con la collaborazione di Nina Viviana Cangialosi liberamente ispirata a “Le Onde” di Virginia Woolf e prodotta dalla Minus Habens Films in collaborazione con Oz Film. La Giornata FAI è stata realizzata con il contributo degli sponsor CheBanca! e Ferrarelle ed è aperta a tutti, ma gli iscritti alla fondazione potranno usufruire di visite esclusive, corsie preferenziali ed eventi collaterali. Sarà inoltre possibile acquistare per l’occasione pacchi di taralli della cooperativa sociale Campo dei Miracoli, realizzati con la collaborazione dei detenuti della Casa Circondariale di Trani, mentre la Gestipark Battisti, gestore del parcheggio di piazza Cesare Battisti, applicherà a coloro che prenderanno parte all’iniziativa Fai per le due giornate di sabato e domenica 23 e 24 marzo una tariffa speciale: presentando alla cassa il bollino identificativo FAI, sarà possibile pagare 1 euro all’ora fino a un massimo di 5 euro al giorno. Un’occasione da non perdere per riscoprirci “tifosi” del nostro Paese, ma anche per invitare la nostra classe dirigente a rilanciare più spesso con iniziative simili l’immagine e la cultura della nostra città.

 

Lorena Perchiazzi

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1 Comment

  1. Mi permetto di segnalare all’estensore dell’articolo sul Palazzo Barone Ferrara, che la descrizione non è completa
    ed ha commesso un errore di fondo.
    Accanto al palazzo c’è la chiesetta padronale con lo stemma della nobile famiglia CALDERONI MARTINI di Gravina in Puglia con ceppo altamurano (Martini). Perciò mi viene il sospetto che il palazzo abbia avuto anche il contributo dei Calderoni-martini all’atto della sua edificazione.
    Lo stemma ne è una prova. Suggerisco di fare ulteriori indagini.
    Questo palazzo lo riporto descritto nel mio libro GRAVINA NOBILISSIMA/Giovanni Mercadante/2013/Arti grafiche Favia/Modugno
    Tanto per Vs. informazione.
    Migliori saluti
    dott. Giovanni Mercadante
    Giornalista e srittore/Altamura

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