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2 Marzo 2013

Il pastrocchio elettorale del popolo italiano

Fummo ottimi Profeti quando, pochi giorni prima del 24 febbraio 2013, data fissata per le elezioni politiche, Scrivemmo che “dalle costose urne sarebbe uscito solo il “caos” “. E il “caos” è stato! Infatti, dalla composizione numerica delle due camere parlamentari si assevera che non è possibile maggioranza alcuna di governo in quanto il movimento di grillo, che ha un congruo numero di deputati e senatori, non ha intenzione alcuna di mettere i suoi eletti a disposizione di una eventuale fiducia a un governo di bersani o di berlusconi e il “floppista” monti che, prima dell’apertura delle urne, sperava di poter essere l’ago della bilancia tra lo schieramento di centrosinistra e quello di centrodestra, considerato il risicato numero dei suoi “peones” suffragati, può essere solo l’amo di una canna per pescare vermi nella palude di montecitorio e di palazzo madama. Così, non è, affatto, peregrina l’eventualità di un ritorno, a breve, alle  urne, nonostante l’erario della repubblica italiettina sia stato alleggerito, presumibilmente, di oltre mille milioni di euro per l’organizzazione al centro e in periferia della tornata elettorale e di oltre 400 milioni di euro come rimborso ai partiti delle spese elettorali da essi sostenute. In caso di nuove elezioni lo stato, una seconda volta, vestirà i panni e la maschera dell’Immenso Totò, gridando, inascoltato, dalle alpi alla trinacria:”E io pago!”. Inascoltato da chi ? Chi avrebbe dovuto, dovrebbe ascoltarlo, NOI CI Domandiamo e Poniamo la medesima Domanda ai nostri 25 Lettori, era, è in grado di ascoltarlo e, ora, dopo aver partorito l’immane pastrocchio politico, sarebbe in grado di interrogare la sua Coscienza, se, mai, la Storia ha Sviluppato in esso la Coscienza? E’ latino che stiamo puntando il nostro ”j’accuse” nei confronti di quel “blob”, di quell’insieme di mostri viscidi, insomma, dei 60 milioni di italiettini che non si sono, giammai, identificati in un Popolo ma che, individualmente, dispersi nella cloaca del camaleontico ”particulare”, non hanno fatto altro che, masochisticamente, darsi, ognora, la zappa sui loro piedi con il loro disimpegno politico o con un impegno politico sporcato da intendimenti truffaldini o da speranze di arricchimenti illeciti. A cospetto di tanto sciagurato squallore di vegetanti, privi, affatto, di Afflato Etico nei secoli e nei millenni di dimora sullo disgraziato stivale, che s’è visto da essi, continuamente, depauperare della sua Bellezza, della sua varia, doviziosa flora (per fare un esempio: la Puglia era, interamente, ricoperta da boschi di pini che, all’epoca delle “guerre puniche”,  i romani divelsero per produrre navi con le quali contrastare l’egemonia navale dei cartaginesi nel mare Mediterraneo), della sua fauna, NOI, spesso, Ci siamo Meravigliati che tra tanta canaglia, depositaria nell’ ”humus” per i posteri, esclusivamente, di rifiuti organici, in prevalenza, prodotti di evacuazioni cambronniane, siano Spuntati, Sorti Divine Intelligenze, come (citiamo a braccio) Giotto, Dante, Petrarca, Machiavelli, Guicciardini, Leonardo, Galilei, Vico, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Pasolini: Grandi Scienziati, Grandi Artisti, Grandi Filosofi, Grandi Poeti, Scrittori, tra l’altro, Grandi, eziandio, Cultori di Letteratura Civile. Gli è, abbiamo Concluso con Linneo, che  “Natura non facit saltus”: Si Sprofonda di 10902 metri nella “Fossa delle Marianne”, di contro, S’innalza al cielo di 8848  con  l’ ”Everest”. Tali le Altezze che Raggiunsero le Alate Menti, di cui dianzi Discorremmo, tali le fosse biologiche in cui s’intrigarono, s’intrigano, invece, da tempi immemorabili la più parte degli italiettini. I quali dovrebbero votare i loro rappresentanti persuasi che essi per la Costituzione sono elevati alle cariche pubbliche senza “obbligo di mandato”, nel senso che sono rappresentanti di x, y, z,  non in quanto individui, sebbene in quanto parte di una Comunità che, Sovranamente, li impegna a risolvere i problemi di Essa nella sua Totalità e nella sua Totalizzazione in corso ché, quale Organismo Vivente, è Soggetta a Cambiamenti Antropologici, Sociali, Economici, Culturali e di Tanto i suoi rappresentanti devono Tener Conto con perspicacia ché la loro azione, i loro interventi legislativi,  amministrativi siano, efficacemente, intenzionati al Benessere, alla Felicità, con Giustizia, Equità, di tutti i Vissuti in Essa. Ogni Cittadino nella Collettività, di cui fa parte, è una cellula importante di Essa che, organicamente, Connota, senza la quale non avrebbe la sua precipua identità, in mancanza della quale non avrebbe la sua qualificata spinta ad un irripetibile Rinnovamento. Non, quindi, la soddisfazione dei “desiderata” di x,y, z, schiavi, non di rado, di egoismi localistici, quando non di miserabili personalismi, tali da configurare l’illiceità mafiosa di voti di scambio, che è la disfatta della Democrazia, “sed” l’Armonica Rinascenza Incessante del Viatico di un Insieme di Intelletti,  Mèntori, pure, dei bisogni prosaici delle pance di tutti, in cui le monadi di Esso abbiano porte e finestre aperte al Confronto Civile. E, invece, milioni di padani, cosiddetti, pretendono dai loro designati che entrino col “culo” nelle Istituzioni Nazionali (che non sono, secondo quanto testé abbiamo Argomentato, i loro rappresentanti in quanto la Costituzione Detta che nelle Assemblee Legislative debbano trovare Cittadinanza i Cultori di Interessi generali, di cui ciascun Cittadino deve FarSi Portatore, Promotore), che alzino le barricate perché gli “sghei” provenienti dai balzelli che pagano servano a rimpinguare il loro non solidale benessere in una  macroregione, che con lo stato debba avere solo rapporti contrattuali, in cui il piemonte, la lombardia, il veneto, governate da leghisti, dovrebbero confluire, riversarsi come da tre ani la feci in un vaso da notte.”Sic stantibus rebus”, Ci Scandalizza il silenzio di napolitano (loquacissimo, al di là delle sue competenze, in quanto le camere parlamentari  “nunquam” hanno deliberato alcuna nostra entrata in guerra, sia in iraq, sia in Afghanistan, nello sponsorizzare, vivacemente, alzando, quasi, la voce, l’invio di truppe in quegli scenari di guerra, con immane sperpero di risorse umane e finanziarie) che ha accettato con rassegnata condiscendenza ministri leghisti nei vari governi berlusconiani, specialmente, quell’energumeno di bossi, imperdonabile dispensatore di minacce di secessione e di volgarissime offese al simbolo più alto della nostra nazione: la Bandiera dai colori: bianco, rosso e verde. Napolitano, quale presidente della repubblica, é garante dell’unità d’italia e, quale presidente del consiglio superiore della magistratura, avrebbe tutte le competenze, facoltà, prerogative per sollecitare severi interventi della magistratura nei confronti di chi, ieri,  istigò nell’animo dei suoi sodali il ”piccio”, il capriccio della secessione, che avrebbe potuto innescare pericolose scintille di guerra civile, e, oggi, predica la formazione di una macroregione sganciata, di fatto, dal resto dell’italietta.  Eppure,  la Costituzione all’articolo 5, inequivocabilmente, Sancisce che la repubblica è “una e indivisibile”, ciò nondimeno, “riconosce e promuove le autonomie locali”. Se la società italiettina è una federazione di famiglie, secondo Moravia, e per NOI  un condominio enorme riempito di meschini, tirchi piccoli e medi proprietari di appartamenti, come galli e galline in un pollaio, sempre, sul punto di beccarsi, vicendevolmente, mancanti della Tempra Etica e del Bagaglio Intellettuale, Culturale che li Renda Consapevoli dei loro Diritti e dei Doveri che  ai Primi Si Oppongono; orbi della Passione, dell’Orgoglio di Essere Cittadini, non sudditi, con quale ignoranza, disinformazione avranno usato, hanno usato, useranno il  Voto che è uno dei  mezzi a disposizione dell’ “Animal”, che ha l’ambizione di distinguersi dagli altri esseri viventi sulla Terra, per controllare i governanti e per far capire ai potenti che ha a cuore il Bene Comune ? Nessun potente  nutrirà l’ardire di imporre la sua volontà con la forza o con l’inganno o con l’una e l’altro se avrà a che fare con i Molti Vigili, Attenti ad Adoprarsi ché prevalga la Volontà Generale, l’Interesse Generale; ché sia impedito ai pochi di farsi padroni dello stato per trarne vantaggi e privilegi. Quanti buzzurri hanno deciso nell’ultima tornata elettorale di votare per il pdl, dopo aver ricevuto dal berluska la missiva che prometteva loro, in caso di vittoria della coalizione di destra, la restituzione immediata dell’imu ? Vogliamo chiamare Popolo, una turba d’incoscienti che vende la sua libertà, dignità per un piatto di lenticchie ? Machiavelli Proclama che le Leggi Si Approvano nei Parlamenti,”tamen”, siamo sicuri che milioni di irresponsabili, formalmente, sovrani, possano, con il loro voto dato “a capocchia”, costituire Assemblee in grado di Legiferare, autonomamente, responsabilmente, e che, prone, non siano pronte a ratificare decisioni prese dai pochi che ”sempre fanno – Lamenta Machiavelli – a modo de’ pochi” ? Chi non ricorda il caf (craxi, andreotti, forlani) che tesseva i destini degli italiettini (in gita al mare, alla settimana bianca, nelle discoteche, a tifare per l’una o l’altra squadra di calcio, a compilare la schedina) in un camper ? Chi non ricorda d’alema, presidente della bicamerale per la riforma della Costituzione, in casa di gianni letta, plenipotenziario del berluska, inciuciare con il padrone di casa su tanto ardua e pericolosa Materia davanti a una fetta di crostata ? Ancora, Machiavelli Ammonisce l’elettore attivo di non giudicare ”agli occhi” ma “alle mani”, cioè egli, prima di attribuire il voto all’elettore passivo, non deve farsi affascinare dalle apparenze, ma deve Informarsi sulla sua storia, deve Capire il suo pensiero, se ne ha uno, Valutare se alla ostentata progettualità sia stato, sia capace di far seguire la risoluzione dei problemi, deve essere in grado di vederlo da vicino, di indagare sulle sue amicizie, di scrutare i suoi occhi, secondo l’antico adagio, specchio dell’anima. Allora, un dubbio atroce Ci sovviene: può essere stata sufficiente la rete, da grillo interrogata, a individuare il “meglio del meglio” tra gli aspiranti agli alti scranni dello stato ? Rottamare la casta, Rinnovare le classi dirigenti, ormai, è una priorità, comunque, i gravissimi “impicci” dello stato italiettino: il debito pubblico, la disoccupazione giovanile, soprattutto, la corruzione dilagante,   possono troppo tempo aspettare che un nutrito stuolo di unti dal signore grillo, specie se giovani e giovanissimi, si facciano le ossa e l’esperienza necessaria per intendere come funzionano le complicate macchine delle due assemblee legislative dalle quali Far Sortire la Felice per tutti Discontinuità col passato Politica, Legislativa, Amministrativa e guadagnarsi sul campo con i Fatti, con le Opere Magnanime, con la Specchiata Onestà un po’ di Meritata Gloria nel presente, poi, Proiettata all’Indefettibile Giudizio della Posterità ?

Pietro Aretino, già Detto Avena Gaetano

pietroaretino68@email.it                      

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