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Liuzzi: “Io, al posto giusto nel momento sbagliato”

Tonio Liuzzi, compie oggi 6 agosto 41 anni.  L’ex pilota di formula 1 nato a Locorotondo e pescarese di adozione è reduce dall’Ungheria dove ha fatto parte della Commissione Giudicante dell’ultimo gran premio ma è sempre pronto a indossare casco e tuta perché la sua esigenza di “adrenalina” da velocità è insopprimibile. In questa intervista ci parla del suo passato, della situazione in F1 vista da vicino e anche delle sue nuove aspettative.

Tonio, 1991: 30 anni fa hai stretto per la prima volta il volante di un kart e di fatto hai dato inizio alla tua carriera, fino alla F1. Che ricordi hai di quel “debutto”?

Fu un vero colpo di fulmine. Da piccolo mi piacevano tanti sport, dallo sci a soprattutto il calcio. Un giorno accompagnai un mio compagno di scuola elementare ad una pista di go-kart e mio padre me ne acquistò uno. Ricordo che costava 800mila lire. Da quel giorno ogni settimana ero in pista e. dopo due anni ero campione italiano mini kart.

Ma quando hai capito di avere i numeri per andare avanti, per sfondare?

E’ stato molto tardi. Io ero innamorato dei go-kart e non pensavo assolutamente alle monoposto o addirittura alla F1. Se nel 2001 non avessi vinto il mondiale FIA-CIK non credo che avrei puntato a qualcosa di più.

L’hai citato e allora parliamone di quel mondiale vinto davanti ad un avversario d’eccezione come l’allora già ferrarista iridato Michael Schumacher, sulla “sua” pista di Kerpen

Un’esperienza unica, indubbiamente, ma da un altro punto di vista io e gli altri piloti eravamo piuttosto infastiditi dalla sua presenza. Insomma, era lì, campione già affermato, a romperci le scatole e a distogliere l’attenzione da noi! Ci ha insegnato tanto, ma quanto rosicavamo!  Col senno di poi dico però che averlo battuto ha fatto di me il campione del mondo di kart più conosciuto della storia!

Parliamo di due tuoi coetanei ancora in F1: Alonso e Raikkonen. Cosa ne pensi del fatto di essere ancora in pista ad un’età non più green?

Sai, quando si ha ancora motivazione è naturale voler continuare. D’altro canto, però, le prestazioni non possono essere più quelle di una volta. L’Alonso dei tempi mondiali non avrebbe problemi a stare davanti ad Ocon ma ora non è così. Grazie all’esperienza, che fa tantissimo, e a mosse astute lo abbiamo visto bloccare Hamilton in Ungheria ma dopo i 40 anni si fa più fatica, è naturale. Comunque chapeau.

La tua esperienza in F1: sei stato in Red Bull e Toro Rosso ma vuoi spiegare a qualche giovane la differenza tra quei team e gli attuali?

Io mi sono trovato sempre nel posto giusto nel momento sbagliato. E comunque ne sono uscito sempre per questioni “politiche”, economiche o anche mediatiche, fattore che in F1 ha il suo grande peso. Né ho mai sofferto i miei compagni di squadra. Nel 2005 la Red Bull schierò in sostanza la Jaguar che aveva appena acquisito, anche la Toro Rosso ex Minardi era da poco passata di mano. Io praticamente ho fatto da start up di tutti che sono diventati grandi dopo aver investito quattrini importanti. Penso proprio che avrei potuto fare molto di più.

Monza 2009 al rientro con la Force India o il sesto posto in Corea nel 2010: quale di queste tue belle prestazioni ricordi con più piacere?

Monza poteva cambiarmi la carriera. Ero secondo dopo una qualifica al top ma ho dovuto ritirarmi a meno di 20 giri dal termine per un guasto al cambio, un pezzo da 50 centesimi.

Italiani in F1: forse ora il pugliese Giovinazzi rischia il posto ma dopo di lui non sembra esserci molto…

Purtroppo sì, vedo poche giovani leve con le carte in regola per la F1. Forse paiono ben supportati Gabriele Mini e Kimi Antonelli ma oltre loro c’è tanta strada da fare.

Futuro, Sprint Race e nuove monoposto 2022: come vedi queste novità?

La Sprint Race mi è piaciuta perché si parla di numeri importanti per la F1. Le nuove monoposto mi paiono troppo futuristiche, io sono tradizionalista e preferirei più normalità. Le F1 attuali inoltre sono veramente belle, vere opere d’arte. Vedremo per lo spettacolo.

Intanto ti diverti ancora in pista con le Smart e-cup

Ho corso a Imola ma una tantum. La pista mi manca e così quando si creano delle occasioni mi sfogo, spero ancora in qualcosa di importante magari in ambito Prototipi.

Hai fatto un pensierino alla Hypercar Ferrari che torna a Le Mans?

Sarebbe bello ma la vedo improbabile: loro hanno già il loro pacchetto di piloti…

Adriano Cisario

 

 

 

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