Cultura e Spettacoli

Minima moralia (Meditazioni sulla Vita Offesa. T. Adorno) (122)

Bergoglio, il capo della chiesa cattolica, dal 12 al 15 settembre del 2021, s’è scomodato da roma, ha preso l’aereo (a volte, MI Chiedo:”Chi paga, i costosissimi viaggi dei capi della chiesa cattolica per vicine e lontane contrade del pianeta “Terra?”)e, con al suo seguito una caterva di mitrati, di prelati, di segretari, di guardie del corpo, di giornalisti delle carte igieniche e dei tubi catodici , s’è recato, fermandosi  7 ore nella ungheria di orban e, qualche giorno, in slovacchia, per molto, retoricamente, sciorinare chiarezze sul significato, secondo lui, vero del crocifisso, “simbolo di salvezza e di resurrezione”, ovviamente, secondo lui. Incominciamo, allora, col Precisare che “symbolon” è una parola greca composta da “sun” (insieme) e da “ballo” (mettere). Quindi il “simbolo” è  la raffigurazione, l’immagine, la narrazione, non raramente, drammatica, di qualcosa, di un evento, di una situazione sociale, politica, culturale, di una progetto, di una speme, di una morte, di una nascita, di una fatto cruento, etc.,  etc., etc., del passato e del presente. Il “simbolo” mette insieme l’immagine, la rappresentazione, la narrazione e il fatto immaginato, rappresentato, narrato. Non è, come a volte si ipotizza, la “metà del tutto”, ma il “tutto”, reso evidente da una Parola, da una Nota Musicale, da un Tocco di Pennello, da un Tocco di Scalpello, da una Sequenza Cinematografica. Infatti, l’Arte, la Poesia, la Musica, l’Umana Espressività, in generale, Sono fatte di “Simboli”, di Allusioni, di Rimandi a lontananze o vicinanze temporali; si  situano, talvolta, nel passato circostanze, casi del presente, perché la distanza, svincolata da condizionamenti politici, psicologici, da interessi particolari di personaggi del presente, permetterebbe di inquadrare la complessità del fenomeno, il contesto dell’evento, di cui si tratta, dimidiando l’importanza dei dettagli, che il presente ci permette di percepire, i quali  altro non sono che  accidenti di essa;  sono gli animali, talvolta, ad alludere, i simboli di determinate relazioni sociali, di cui è pericoloso parlare, per cui la protervia di un despota sanguinario viene simboleggiata dal leone; l’avidità, l’avarizia della chiesa cattolica dalla lupa, la lussuria in essa, conseguenziale all’avarizia, dall’agile ed elegante lonza (Vedi, Dante). Per ritornare al crocifisso, esso non è il “simbolo” di due parole vane, pronunciate da bergoglio: “la salvezza e la resurrezione”. Da cosa l’uomo deve salvarsi, dall’avere i suoi progenitori violato un “diktat” del loro presunto creatore, che, tra l’altro, non aveva e non ha la valenza di  legge morale, caso mai, sarebbe stato, deve continuare ad essere, per i credenti, un espediente di dio per saggiare, pesare, valutare la fedeltà dei suoi creati, l’obbedienza loro alla sua assoluta volontà? Inoltre, i giuristi non ripetono che la pena deve essere commisurata alla responsabilità personale di chi compie un reato e che, pertanto, delle colpe dei padri (adamo) non potevano, non possono, non potranno essere responsabili e puniti i figli, l’umanità discendente da adamo,”finché il sole risplenderà sulle sciagure umane”? La resurrezione? La Scienza ci Avverte che si nasce e si muore. Una Eventuale Resurrezione non può non Essere, se non di Spessore Etico: Si può, eticamente, cadere, trovarsi nella ”selva oscura, smarrita la diritta via”, morire, ma se Si Riesce a RialzarSi, a Riaprire gli occhi al cielo, alla Bellezza dell’Universo, Germinato dal ”Big Bang”, nessuno potrà dirsi morto, nessuno potrà dirsi caduto. Il Crocifisso, invece, E’ il ”Simbolo” di tutti i miliardi di Uomini che, da millenni, soffrono e per millenni soffriranno, ché risicate minoranze di malfattori impediscono loro, impediranno loro di soddisfare i più elementari bisogni per sopravvivere. Il “Crocifisso” E’ il Bambino (la cui fotografia è stata postata su ”facebook” che, oggi, ho avuto la ventura di vedere), discinto nei suoi vestiti, ma Bellissimo nella Sua Innocente Inconsapevolezza, Addormentato sulla nuda terra, con il capo reclino su una pietra, come su un cuscino. Non può, non deve parlare del “Crocifisso”, chi vive in palazzi principeschi; che lava, simbolicamente, i piedi, una volta l’anno, a individui scelti e fatti passare per poveri, per sceneggiare(e basta) gli ultimi gesti del nazareno nei confronti dei suoi discepoli, segnati dal suo amore profondo nei loro riguardi, prima di essere condannato a morte, ricordati dal vangelo di giovanni. Bergoglio afferma che lo Sguardo alla Croce e al Crocifisso deve Spingere il cristiano ad  Assumere lo Stile di Vita, Dettato dai vangeli: Essere Poveri tra i Poveri (intanto, egli dopo avere predicato la povertà, rimane nel”palazzo”, praticando lo sfarzo e il lusso del”palazzo”) e, (ma a Tanto non arrivano i vangeli, Metto IO in Guardia i miei 25 Lettori), politicamente, Lottare, Operando una Cesura  nella Storia, ché non ci siano più ricchi contrapposti ai poveri, ma Fratelli. Bergoglio elude, come del resto gli evangelisti che riporterebbero il pensiero del nazareno, l’Immaginare una nova alba sociale che, dopo avere spazzato via la dicotomia: ricchezza e povertà, Renda gli Uomini Uguali e, quindi, Fratelli.  Il ricco, in quanto tale, sfruttatore, spesso, del prossimo, non amerà, giammai, il povero, e il medesimo disamore rivolgerà il povero sfruttato nei confronti del suo sfruttatore. Se il nazareno, gli evangelisti e i propugnatori di tutte le varianti ideologiche del cristianesimo si degnano, con molta circospezione, di nominare l’Uguaglianza, è per situarLa, furbescamente, nell’al di là, ché  il concepire, il solo concepire un’Uguaglianza in terra, non era, non è nelle loro corde culturali, politiche, ideologiche. Per cui, adagiata l’uguaglianza nell’al di là, in terra la chiesa cattolica e tutte le chiese cristiane, o, sono, spudoratamente, dalla parte dei ricchi, dei potenti, degli affamatori, dei massoni , o, come bergoglio, regnante bergoglio, la sua chiesa destina  tanto amore per i poveri, ma che non si parli di “Lotta di classe”, di abbattimento di ogni forma di ricchezza, ché, in definitiva, la fratellanza, secondo bergoglio, è possibile, pure, mantenendo sul pianeta ”Terra” la divisione tra “chi puote ciò che vuole” e che non riesce a fantasticare che possa medicare la sua fame con un tozzo di pane. Pasolini, rivolgendosi a paolo VI, lo Invitava ad Abbandonare il “principescume”, il bubbone cancerogeno ”vaticanesco”, la demoniaca sede, per andare a fare il vicario del nazareno nelle povere, abbandonate periferie romane, tra gli ultimi, ultimo tra gli ultimi, il “vice”, appunto, del ”Dio debole e crocifisso”, come, a parole, lo accetta bergoglio, senza, però, ammettere la colpa dei cattolici e compagni separati, d’avere iconizzato” un dio di rilevante importanza politica, trionfante, cruentemente, su tutti i portatori di dissonanze eretiche; onorato, specialmente, nei salotti dei detentori del potere; che, per la sua assoluta benevolenza nei confronti di tutti i conservatori dello “status quo” mondiale, non avrebbe, In certi momenti storici, mancato di mandare loro in aiuto criminali, detti, “della provvidenza”, disponibili, però, a calarsi le braghe nei confronti degli appetiti  di prestigio, di potenza, di conquiste della nomenklatura vaticana. I ”Patti Lateranensi”, ad esempio, tra la chiesa cattolica e il regime di mussolini, “docent”.  Bergoglio, dandosi la zappa delle sua cattiva memoria sui piedi suoi, che tanto male viaggiano nella Storia dei rapporti tra la sua chiesa e lo stato italiettino, quali che siano o siano stati i suoi reggitori, se la prende, con coloro che ”si battono ché venga appeso nelle aule scolastiche il crocifisso, come segno culturale predominante”. Ma fa finta di non sapere che il crocifisso. appeso nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici italiettini, è il portato indecente della calata di braghe dell’ ”uomo della provvidenza” nei confronti delle mene, non religiose, ma politiche, dei suoi predecessori. Da sempre, e – grege bergoglio , la tua chiesa ha ostentato, platealmente, il crocifisso, non di rado barando. Infatti, nella notte del 27 ottobre del 312, l’imperatore costantino avrebbe visto in cielo una croce, sottotitolata: ”In hoc signo vinces”.Cioè, se si fosse egli messo sotto la tutela della croce, avrebbe vinto su massenzio.. E i crociati cosa portavano in giro,  ben visibile, sullo scudo e sul petto, una croce che potesse proteggerli nelle loro razzie in “terra santa”?  E gli eserciti dei colonialisti spagnoli da cosa si facevano precedere, col silenzio assenso del vaticano, se non dalla croce? Come si motiva lo sgoverno dell’italiettina da parte dei democattolici per 50 anni,  nonostante,  la corruzione, i delitti, le stragi durante il loro regime, se non, anche, con l’ esposizione, nel loro simbolo impolitico, della croce? Per finire, o bergoglio, la chiesa cattolica ha ridotto la croce a oggetto di devozione, di isterica, acritica “pietas” (i costosissimi, i preziosissimi crocifissi d’oro al collo e al petto di   molti credenti cattolici, tra cui incalliti mafiosi, di vescovi e di cardinali, oltre che oggetto di devozione, fu,  anche, un ostentato segnale di adesione politica a un regime, che elargiva pane e companatico a chi, per mezzo di quel feticcio, si diceva partigiano di esso) e la devozione, che dava priorità, più che agli aspetti spirituali di una esperienza religiosa,  agli aspetti formali di essa, di rilevanza religiosa e politica, fece sì che nei secoli si sperperassero forzieri interi di oro, di argento; che, certamente si distogliessero risorse monetarie ingentissime; che si utilizzassero, certamente, schiavi o lavoratori, quasi, “a gratis”, per costruire, con delittuosa vanagloria, templi maestosissimi Ahimè, qualcuno ha Lamentato: ”Chiese dorate e fame, tanta fame sui sagrati delle chiese”.

 

Il Film “il Verdetto” di Richard Eyre, con l’Attrice, già “Premio Oscar”, Emma Thompson e Stanley Tucci, Trasmesso in prima serata su “Rai3”, giovedì, 16 settembre 2021, ci Ammonisce che, quando Cupido (Amore) ci Colpisce con le sue frecce, abbiamo il Dovere di AccettarNe le Divine ferite, altrimenti, possiamo, delittuosamente, incorrere nell’alea di rivolgere le frecce contro Cupido (amore) e ucciderLo. Che il senso morale, mai, prevalga sui nostri Sentimenti, quale che sia il rischio che si possa correre, soprattutto, nei rapporti sociali, per avere trasgredito di essi la grigia normalità. Il Sentire della Signora Giudice, di ”Vostro Onore”, nei confronti di Adam, il Minore leucemico, nel Film il ”Verdetto”, era un misto di Amore materno, Naturale per Lei che, mai, aveva avuto figli, e di Attrazione Totale e Totalizzante l’Imprevista Avventura dell’Apparizione del Ragazzo nella Sua Vita, per la Bellezza (contraltare del declino fisico del marito) e la Sorprendente Maturità Psichica di Lui. Se, poi, teniamo conto che il suo matrimonio si era ridotto a un’algida convivenza con il marito, come tra amici o come un fratello e una sorella, il cerchio si chiude.

 

Atto vandalico sul sagrato della Cattedrale di bitonto? O gentili abbaticchio e mangini, rispettivamente, sindaco e secondo del sindaco,  come, mai, proprio nel vostro  condominio, che voi candidaste a capitale italiettina della cultura? Ma diteMI, ma diteMi, ma DiteMI, quali meriti , al tempo, voi accampaste, ché il borgo, nel cui “palazzo” stazionate da un decennio, quasi, che, per fortuna, si sta concludendo, potesse aspirare a sì prestigioso alloro? Scrutate, per favore,” cotidie”, i nunci giornalistici di piccoli e importanti illeciti, reati, incorniciati in qualche fatto di sangue, e avrete di che informare la cortigianeria palatina di cose, a dire poco, spiacevoli, sì da costringerla a posarsi chili di cipolle sugli occhi, ché versino, abbondantemente, lacrime, ipocritamente, amare, ma buone per servili riprese televisive e visibilità a buon mercato.

 

Nel 2009, ratzinger, il papa, che “fece il gran rifiuto” di continuare ad essere il vice del nazareno in roma, denunciando sporcizia/e nella chiesa cattolica, si trasforma da fine teologo in smemorato politologo. Infatti, scrive: ”C’è anche il pericolo che la democrazia, privata della sua anima etica, si trasformi, paradossalmente, in strumento di oppressione e apra la strada a forme di totalitarismo mascherato, a un’assurda democrazia totalitaria”. I preti, ognora, arrivano in ritardo nella frequentazione della Storia e finiscono di scoprire il continente americano. O, ratzinger, voi preti, che tanto favoriste o auspicaste l’ascesa di hitler in germania e di mussolini nell’italietta, ovviamente, democraticamente, come, infatti, avvenne, non vi accorgeste che le democrazie, pedane di lancio delle fortune impolitiche dei due despoti criminali, avevano “perso l’anima etica”?

Pietro Aretino

 

 


Pubblicato il 5 Ottobre 2021

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