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Noterelle di un alieno incazzato (12)

“La bellezza salverà il mondo”, Afferma il Principe Miskin nell’”Idiota” di Dostoevskij. E si potrebbe Aggiungere, anche, la “Pace”, ché nella Lingua Russa “mir”, oltre che “mondo”, significa “pace”. La “Pace”, infatti, sarebbe il Risultato dell’incessante, costante, sistematico Perseguire il “Bene” da parte di una Comunità di Uomini e al “Bene”, a sua volta, Si Attende e, in seguito,   Lo Si Realizza, se i Due ineludibili Valori (Bene e Bello) sono da Essa Collegati, indistruttibilmente, in modo solare. Per Schiller la Bellezza avrebbe la Potestà di Ricomporre in Armonia il ”Caos” nella realtà Consueto. Così la Filosofia Estetica di Dostoevskij trova inossidabili Punti di Riferimento in quella Platonica (“Il bello è lo splendore del vero”) e in quella dello Pseudo Dionigi Aeropagita (Dio ci concede di partecipare alla sua propria bellezza). Quale Bellezza, allora? Del cielo stellato; del Sole che S’Insedia al crepuscolo nel mare sereno e paziente, come chi, carico d’anni, è consapevole di non aver fatto scorrere, inutilmente, i suoi anni; dell’arcobaleno che si staglia con i suoi colori nel cielo, ancora, plumbeo per la recente burrasca; del “David” di Michelangelo, tanto dirompente, da Abbattere al suolo l’obnubilato Stendhal; del Verso di Dante con il quale S’Apre al Vero Dio il Credente e il non Credente, quanto meno, Rafforza in Sé il Convincimento del Necessario Vigore Salvifico di Esso: ”Dio è l’Amor che move il sole e l’altre stelle”; dell’Inno Religioso ”La Vergine degli Angeli” (Inserito da Giuseppe Verdi ne “La forza del Destino) nel quale ogni Nota è l’Epifania del Sospiro di ogni Cuore e di ogni sua Preghiera alla Immaginata Madre del Nazareno. Come mai, dunque, la Bellezza non sortì alcun effetto positivo in mussolini, hitler, nei famigerati gerarchi fascisti e nazisti, che non fecero mistero di prediligere la Musica Classica? Come mai, Essa non li Coinvolse, non li Cambiò o non Arginò in loro la sanguinaria furia criminale? Soltanto immergendosi in una situazione, assolutamente, onirica, in cui li Costringeva, pietosamente, la Musica dei Grandi Compositori, era per loro, anche, per loro, consapevoli di essere autori di delitti inenarrabili,, possibile essere toccati dal Flusso che, Scorrendo dal Bello al Bene, al Vero, li rendeva, per qualche istante, personaggi storici positivi e ravveduti del male che, invece, perseguivano nei normali, quotidiani stati di veglia. Come, quando si potrà Salvare il Mondo, se non c’è competizione, gara tra gli adoratori del brutto demonico e gli Amanti della Bellezza? Essendo i primi in numero, assolutamente, più rilevante rispetto ai Secondi? Mio Nonno, Nato negli anni ottanta dell’’800, non essendo stato un bambino scolarizzato, Confessava, spesso, di non aver saputo, mai, scrivere la vocale “O”, neanche, col bicchiere, eppure, Conosceva a Menadito le più Belle Romanze della Tradizione Melodrammatica Italiana. Perché ottimi Concerti Bandistici, Primo fra Tutti, quello di Squinzano (Le), Diretto dai Maestri Abbate, Giravano per le Città, soprattutto, del nostro Meridione ed Educavano al Bello le moltitudini meridionali, che non potevano permettersi di essere nemmeno loggioniste nei Teatri. A bitonto c’era il Teatro, Nomato “Umerto 1°”, fatto Costruire dalle famiglie nobili bitontine, che avevano un palco riservato in Esso. Paradossalmente, oggi, le plebi sono tutte scolarizzate, in massima parte, anche, fino al diploma e alla maturità; nel ciclo dell’obbligo è curricolare l’ ”educazione musicale”, eppure, i ragazzi, provenienti dalla plebaglia (che non è una classe sociale, priva di mezzi economici, ma un’accozzaglia di individui, non pochi, economicamente, forniti o fornitissimi; comunque, moltissimi, dal vissuto, assolutamente, non gravato da quella inopia che aveva reso insopportabile quello di mio Nonno Bambino, poi, Giovane, e di quello di molti suoi coetanei), non sanno che, ad esempio, Verdi o Puccini o Rossini Siano Esistiti e quali le Opere che Li hanno Resi di Fama imperitura. Conoscono a menadito la robaccia pseudomusicale leggera, “pop”, rock”,”rapper” (centinaia di migliaia saranno presenti, fra qualche giorno, a modena a folleggiare per vasco rossi, tra i quali l’ex premier, matteo renzi), ché con quella li hanno educati i padroni delle ferriere radiotelevisive, statali e private, essendo il brutto funzionale alla inconsapevolezza politica delle masse, mentre il Bello è Foriero di Progresso Etico, che Incentiva quello Culturale, Gnoseologico, Scientifico, Politico. Non a caso, la presidenza della “rai”, protesi ubbidiente dell’esecutivo italiettino, regalerà 12 milioni all’ex imitatore, fabio fazio, ché per altri 4 anni da/su “rai1” continui a fare il sacerdote della cultura media, soprattutto, musicale, si fa per dire. Per questo ho, ognora, Sostenuto che nell’italietta e non solo in essa, la “sinistra” non è, affatto, “pervenuta” ad Assolvere il suo Compito di Resistere e Far Resistere le masse sulla Trincea del “Sublime” (“Sub – Limen”, cioè, al Limite delle Umane Possibilità, sì da essere, per essere Folgorati dall’Idea del Bello e RappresentarLo), anzi, ha tollerato tutti gli oppiacei sottoculturali, tra i quali qualsivoglia espressione del brutto, di cui ”franceschiello”, cioè, il potere, disponeva, dispone, ché esse seguissero, seguano placidamente, quasi, in oscena sonnolenza, le indicazioni impolitiche dei suoi, cosiddetti, “centri democratici”, di turno, composti di fantoccini della più bieca piccola – borghesia o, addirittura, grossa, grassa borghesia, che, a conti fatti, ha, sempre, operato, apparentemente, in nome degli Ultimi, ”sed” contro gli Ultimi. Indro montanelli, che non aveva altri meriti nel dirsi o nell’esercitare la professione di storico, di giornalista, di scrittore, se non la sibillina conoscenza dei suoi polli di destra e della sinistra farlocca, proclamava: ”Se si vuole che sia realizzato, sia fatto qualcosa di destra, si voti la sinistra”. La ”Scala mobile”, ad esempio, non fu abolita per iniziativa del governo craxi? L’impero televisivo del berluska non fu dal governo craxi agevolato? Tutte le nefandezze pensionistiche, ed altro, ancora, del governo di monti non furono, in parlamento, votate dal “pd”? Renzi (l’uomo solo al comando, voluto dalla confindustria, dal fallimentare sistema bancario italiettino, da marchione e dintorni) non è, anche, un parto di tanti ex pciniani (beppe vacca, detto il filosofo!) e di ex sindacalisti della “cgil” (la fedeli, ministra del ”miur”, era la segretaria della federazione degli operai tessili cgiellini)? Il 10 giugno scorso una folla di non signori rossi e bianchi, di cipputi, cioè, una massa maleodorante di emeriti “nessuno”, sono arrivati in 80mila, sistemandosi in una piazza di bari, da tutti i borghi selvaggi della penisola, se non da oltralpe, se non dall’altra parte dell’atlantico, con la patologica brama di assistere alla schizoide carnevalata di un 70enne: “iguana” si fa chiamare (nomen omen), il cui segno di riconoscimento, ovunque vada a spaccare i timpani agli innumeri stolti, è l’ostentazione della nudità del suo, già, slabbrato torso; della sua fluente, efebica capigliatura bionda, colore ottenuto, versando su di essa litri di acqua ossigenata, ”more scortorum” degli antichi e attuali bordelli. Costui brutto, come gli umani progenitori, appena, usciti dallo stato scimmiesco, con l’aggiunta della bruttezza morale, sottoculturale, in lui incardinata, di chi, dallo stato barbarico, come molti miliardi di umani, è pervenuto ad una civilizzazione, fatta di pregiudizi, di menzogne, di una religiosità costumata di odio nei riguardi di coloro che sono ritenuti “infedeli”, in quanto non adoratori del ”loro” dio. Tanta “divisività”, per usare un neologismo costruito sull’ aggettivo ”divisivo”, oggi, di “tendenza”, è una caratteristica di tutti i credenti in qualcuno o qualcosa. Infatti, ci sono, pure, i credenti nell’ ”inter” di contro, con il sangue agli occhi, a quelli del “milan” o nella “roma” di contro, con la bava alla bocca, a quelli della “lazio”. In questo modo funziona la non logica del branco! Costui brutto, più del debito, si dimenava per tutto il palco, appositamente, innalzato per lui, non per ghigliottinarlo, con grugniti e vocalizzi da ”animal sine Ratione”. Mentre nella medesima serata del 10 giugno scorso, a pochi metri di distanza, nel Teatro ”Petruzzelli” Si Raccoglievano un Migliaio di Spettatori, per Fruire della Poesia Tersicorea, Recitata da Eleonora Abbagnato e dal Corpo di Ballo del “Teatro stabile” di roma. Da una parte, quindi, l’irrazionalità del brutto schizoide, isterico che pasce il male e gli esecutori del male, dall’Altra la Bellezza dei Gesti, delle Movenze di Divina Espressività, che Conta, da sempre, tra i nativi della Terra, Pochi Mèntori e Pochi Alunni. La Danza è un’Arte in cui ogni Animazione del Corpo, degli Occhi, ogni Allusione del Volto alla Vita Interiore del Personaggio E’ Eterea Poesia. Insomma, da una parte: l’inferno, dall’Altra: lo “Spirabil Aere” del Paradiso; da una parte: la guerra, dall’Altra: la Pace; da una parte: trump, dall’Altra: l’UTOPIA DELL’UOMO CHE NON C’E’. L’Uomo, Affascinato dalla Bellezza, E’, continuamente, Impegnato nella Liberazione, avendo, come Mallevadrice la Libertà, la cui Ricerca è incompiuta sino alla sua Morte. Infatti, la Libertà è un’Idea, come tutti i Valori, di cui i baciapile s’ingolfano, vanesiamente, la Bocca. Essa Sta al Culmine del Viaggio Esistenziale dell’uomo ed E’ la Totalità delle possibili Liberazioni da tutto ciò che inchioda l’uomo, alle quali Egli, responsabilmente, dovrebbe Dedicarsi. Quindi la Libertà E’ la Morte, E’ nella Morte! Ma l’uomo non si Dedica ad Esse, non solo perché non sa da/ di cosa dovrebbe Liberarsi e, poi, perché è faticoso Liberarsi; pertanto per lui è preferibile l’ergastolo, ad esempio, nei ruoli in cui altri l’hanno incarcerato. E se Qualcuno, già LiberatoSi, Volesse Indicargli, Elencargli i lacci o le bende: che lo asservono ai ceppi di una presenza nel tempo nello spazio vitale, irrealmente, dimidiata, senza il recupero dei Colori, dello Splendore, della Ricchezza del “Caos”; che gli impediscono la Contemplazione dell’Idea della Libertà, Sinonimo di Verità, sarebbe egli pronto, non volendo essere disturbato nelle sue pregiudiziali certezze, a farGli esiziale violenza. Il “mito della caverna” Platonico “Docet”, irresistibilmente, inequivocabilmente.

 

La Preside, Professoressa Carmela Rossiello, candidata sindaco nella già trapassata, consunta, defunta tornata elettorale amministrativa in bitonto, ha motivato la sua sconfitta, denunciando la trasmigrazione di molta sua “destra” nelle reti di tal abbaticchio, il, quasi, plebiscitariamente, rieletto sindaco di bitonto al primo turno.. E ha aggiunto: ”Non so se ad Abbaticchio convenga” codesta trasmigrazione in quanto egli intende proseguire la sua carriera politica nel “pd”. A parte il fatto che con la morte delle Ideologie gli italiettini sono, ufficialmente, diventati, in maggioranza, miserabilmente, qualunquisti, qualche Domanda Pongo alla Preside Rossiello e, in generale, al mio prossimo: “Il ‘pd’ è, mai, stato un partito di sinistra, come non lo sono, mai, stati i suoi antecedenti: il ‘ds’, il ‘pds’ e, in qualche modo, il ‘pci’, la cui nomenclatura non ha mai mancato di tentare l’aggancio con l’omologa governativa democattolica: vedi il berlingueriano “compromesso storico” e il suo non negoziabile diniego ad ogni trattativa dei poteri forti dello stato italiettino e di quelli statunitensi per la salvezza di moro? E tal abbaticchio ha, mai, fatto nei 5 anni trascorsi a ‘palazzo gentile’ cose di sinistra? E la democrazia cattolica, che l’ha allevato, in quali stagioni politiche, diciamo, è stata a sinistra schierata? Come testé ho lamentato, le Ideologie, con gli osanna dell’eterno qualunquismo italiettino, sono state rimosse e la democratica (cosa ti fa la democrazia!) ”prorogatio” dello scarpinare di tal abbaticchio per le auliche stanze del ”palazzo”, è la illogica conseguenza non politica di una delittuosa rimozione.

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L’ex capo del governo, matteo renzi, attualmente, aspirante ad una nuova investitura di presidente del consiglio dei ministri, dichiara,”coram populo”, a mo’ di sfida, che il 1° luglio prossimo (MI Pare) andrà al concerto (quanto si abusa di Parole che Rimandano alla Nobiltà della Musica ”tout court”, senza aggettivazioni) di vasco rossi. Da una affermazione del genere, da parte di chi ha posato il deretano, a dire il vero, immeritatamente, su una delle sedie più importanti delle istituzioni italiettine, che, senza la Nostra Riflessione su di essa, sarebbe, certamente, passata sotto silenzio, data la superficialità della critica nei riguardi dell’italiettino “mos” attuale, si capisce lo scadente spessore etico e culturale dei nostri politici o impolitici. L’esempio della corruzione, totalizzante il vissuto degli italiettini, viene da chi sta, inopinatamente, in alto.

 

Pietro Aretino, gia detto Avena Gaetano

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