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Pane e quotidiano con Fernando Pessoa

Pochi grammi di poesia al giorno  per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Muore la sorella di due anni Henriqueta e  Fernando Pessoa, con tutta la famiglia torna a Lisbona dove, di lì a poco nasce João Maria,  quarto figlio del secondo matrimonio della madre. La famiglia compie un viaggio alle isole Azzorre, dove vive la famiglia materna e a Tavira, paese d’origine del patrigno. Quando la famiglia torna in Sud Africa, per ragioni di lavoro paterne, Fernando resta a Lisbona. Inizia a scrivere romanzi in lingua inglese e si iscrive alla Commercial School. Studierà anche di notte per riuscire a seguire il percorso umanistico e quello commerciale-lavorativo.

 

 

 

 

La morte è la curva della strada

 

La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Non ha nido la menzogna.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio.

 

Va’: non hai niente da perdonare

 

“Va’: non hai niente da perdonare.
Sognare è meglio che vivere.

Ma vedrà il sorgere del sole
colui che lascia ogni cosa incompiuta;
il cui pensiero si allontana dal dover pensare
come il sostituirsi di una maschera.

Solo errerà attraverso valli ancora più verdi
di quelle che splendono dalle finestre
delle favole per bambini,
colui che pensa che il mondo si rinnova.

Solo per colui che siede e canta
presso gli steccati dimenticando la propria strada
il passero fatato spiega le sue ali
e i fiori magici crescono più rigogliosi.

Non troverà una mano che nutra
le fonti silenziose del suo desiderio.

Nessuno gli indicherà il ruscello dove
possa appagare la sete dell’infanzia.

Ma vallate più verdi dell’Oggi
e pensieri più cari del Lontano
busseranno alla sua finestra e sveglieranno
la sua freschezza altre seti da appagare.

Così come una silenziosa sartina seduta
alla finestra all’ora del tramonto
in un villaggio sconosciuto
egli non apparterrà a nulla di insano,

ma, incorporea come un augurio,
la sua anima attraverserà come un arcobaleno
i pascoli verde – pioggia del suo perdersi
e la terra diventerà parola.”

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

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