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Un documento invita i parroci a un uso trasparente e sobrio del denaro

La Congregazione per il Clero del Vaticano, con una Istruzione ha invitato i parroci a un uso trasparente e sobrio del denaro e ha aggiunto: “Senza ricevere offerte per le intenzioni del fedeli”, ovvero quelle regalie che tradizione vuole si facciano quando il celebrante durante la messa, cita il nome del defunto come, appunto, intenzione privata. Abbiamo domandato un parere al padre Passionista salentino, ma officiante a Bari, Giuseppe Solazzo.

Padre Solazzo, niente più offerte in denaro per i defunti e loro intenzioni, la raccomandazione…

“E’ una tradizione, ma vi è stata da sempre libertà di non elargire nulla. Insomma, nessuno impone il lascito di denaro per ricordare un defunto. L’ offerta lasciata alla spontanea volontà. Giusto il richiamo alla trasparenza”.

Che succederà?

“Non cambierà nulla.  Molto rumore per nulla, anche se voglio leggere meglio il testo. Mi spiace che indirettamente si può dare all’esterno la sensazione dei parroci come potenziali affaristi o attaccati al denaro. Questo metterà in difficoltà noi, parroci e non direttamente chi comanda a Roma”.

Innegabilmente per battesimi, funerali e matrimoni si paga un’offerta…

“Alt. I sacramenti non sono a pagamento e non esiste alcun tariffario. Se una coppia povera vuole celebrare il matrimonio si fa senza pretendere nulla, idem per il battesimo. Ma poi se vogliono organo, fiori e foto è evidente che questi servizi vanno pagati, alla pari della luce che la chiesa spende. Curioso, tanto baccano per l’offerta eventuale di un battesimo e al ristorante si spende per 100 persone. Le parrocchie hanno costi che devono essere sostenuti e tanti di questi costi sono ammortizzati dalle offerte. Sono curioso di vedere che cosa accadrà. Ho la sensazione che saremo messi in difficoltà”.

Se ne avvertiva il bisogno?

“Da qualche tempo noto la tendenza a far intuire che nella Chiesa tutto è da rifare. La Chiesa va avanti con la forza della preghiera, ma ha pure bisogno di mezzi per le sue spese e per andare a favore dei poveri.  Tanta gente che non è informata, leggerà il documento con scandalismo e ragionerà: se il Vaticano dice questo, figurarsi che cosa fanno i parroci… Vuole dire che sono affaristi. Occorre evitare demagogia. Se proprio vogliono essere coerenti annullino a Roma il costo delle benedizioni papali, ma non è possibile perchè c’è la carta e la spedizione che hanno un valore. E allora se la logica delle spese vale a Roma, perchè non nelle parrocchie?”.

“Nulla di veramente nuovo sotto il sole e le offerte per le intenzioni dei defunti sono sempre state libere, nessuno ha mai imposto niente. E’ una tradizione. Non merita tanto clamore. Mi chiedo che cosa potrà accadere con questa logica in Paesi dell’America Latina dove non esistono rapporti Stato Chiesa”: afferma il noto teologo e liturgista, Don Nicola Bux

Bruno Volpe

 

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