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Un petardo come un cannuolo

In Sanità l’attesa è cromatica. Codice bianco significa non urgenza, Poi si passa al codice azzurro (urgenza minore) e di là, quasi un semaforo, attraverso il  ‘verde’ (urgenza differibile) e il ‘giallo’ (urgenza), si arriva al ‘rosso’ (emergenza). Ora, ove esistesse, a quale tipo di urgenza corrisponderebbe un codice nero? All’ameno interrogativo prova a rispondere Riccardo Lanzarone, autore e interprete di un allestimento di Cantieri Koreja andato in scena al Kismet giorni fa nell’ambito della stagione di Teatri di Bari. In ‘Codice nero’ un ex artificiere racconta il proprio vissuto. Un vissuto appassionante per il modo intenso e appassionato di nutrirsi di emozioni da povera gente. Ma la felicità dura quello che dura. Presto o tardi ci si ammala e si entra in una fase di attesa diversa da quella di cui in apertura. Quale ‘codice’ attribuirle? Lanzarone prova a dare del ‘nero’ a questa attesa ovattata e inerme nella quale il tempo perde ogni connotato, sicché il malato di continuo si guarda attorno e si domanda : Tocca a me?… Ma nessuno può rispondergli. Lo saprà da sé. Intanto ricorda, riflette, immagina. E sogna. E cosa può sognare un ex articificiere? Salvatore Geraci, il protagonista di ‘Codice nero’, che non è personaggio immaginario ma un defunto zio di Lanzarone, sogna il più personale gioco pirotecnico, quello da far detonare in occasione del proprio commiato dall’esistenza. Sempre che esploda, possibilmente per tempo… Lanzarone racconta la storia di Salvatore Geraci con modalità tenere, anche frizzanti, lontane dal teatro di narrazione, benché sia solo in scena, a parte l’accompagnamento alle musiche di Giorgio Distante. Vibrante la gratitudine del protagonista verso le persone care, la sposa in primis, una cui ideale ‘icona’ campeggia su un basso altarino a margine della scena (che è disegnata insieme alle luci da Michelangelo Volpe). Scarti narrativi, talvolta  bruschi, segnano il tessuto di un racconto che non esclude spunti ironici : spassosa la trovata di confezionare petardi con modalità da arte pasticciera. Lanzarone getta il cuore oltre l’ostacolo e dopo, anche se un po’ a fatica, lo raggiunge. – Prossimo appuntamento al Kismet per la stagione di Teatri di Bari, sabato 9 e domenica 10 dicembre al Nuovo Abeliano con ‘Sorelle Materassi’. Tratto dall’omonimo romanzo di Aldo Palazzeschi e adattato da Ugo Chiti, il lavoro, prodotto da Gitiesse Artisti Riuniti, è diretto da Geppy Gleijeses. In scena un cast d’eccezione : Lucia Poli, Milena Vukotic e Marilù Prati. Completano il cast Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini e Roberta Lucca.

Italo Interesse

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