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Vulnerabilità e contraddizione dell’Uomo

Ancora Shakespeare. Sorvolando sulle ragioni che spiegano l’onnipresenza delle opere del grande Bardo nei cartelloni teatrali di tutto il mondo (cosa che in qualche modo va a scapito di altri autori, soprattutto contemporanei, di fatto ridotti al silenzio) una considerazione s’impone : Che di mezzo siano Otello, Macbeth o Re Lear, la serialità degli allestimenti delle opere del Maestro sta piegando i teatranti a personalizzazioni sempre più libere. Tale libertà, quando sconfina nell’audacia, somiglia ad un gioco al rialzo. ‘Sogno di una notte di mezza estate’ firmato da Michele Schiano Di Cola (produzione Cantiere Teatrale Flegreo – Teatri di Bari), andato in scena al Kismet, non sfugge a questo nuovo costume. Inseguendo l’originalità, Schiano Di Cola, non lesina né risorse, né energia. Ma il risultato non ripaga il palese e comunque lodevole sforzo. A parte qualche apprezzabile frammento, la messinscena pecca d’esuberanza e quando l’azione si fa convulsa, si slitta nel caotico, nell’incomprensibile. Allora, la sensazione è quella dell’arrampicarsi sugli specchi. Come in certe ricette molto elaborate, qui si calca la mano con le spezie. Ne escono bruciati spunti brillanti, e l’insieme assume i contorni dell’evanescenza : Dove, quando siamo? Shakespeare è presente a macchia di leopardo, anche per effetto di qualche libertà (di buon gusto). Oberon, Puck, Titania e compagni vestono panni ambigui, ci sono e non ci sono… Che ciò risenta dell’idea di partenza di mettere in luce a tutti i costi il “legame profondissimo tra il multiforme e ambiguo mondo raccontato da Shakespeare e la caleidoscopica realtà napoletana”? Il legame, in sé opinabile, qui non viene in luce, al pari di Partenope il cui ‘odore’ latita. Restano, dicevamo, momenti isolati i quali, pur inafferrabili, conservano un certo fascino. In essi, più che altrove, trova eco il richiamo alla vulnerabilità e alle contraddizioni dell’uomo d’ogni tempo, che nel lavoro di Schiano di Cola vuol essere strisciante leit motiv. In scena erano gli inesauribili Luigi Bignone, Giuseppe Brunetti, Clio Cipolletta, Adriano Falivene, Rocco Giordano, Irene Grasso, Pako Ioffredo, Nuvoletta Lucarelli, Cecilia Lupoli, Davide Mazzella. – Prossimo appuntamento per la stagione Teatri di Bari, sabato 5 gennaio ancora al Kismet con ‘Cappuccetto Rosso’, drammaturgia e regia di Michelangelo Campanale. Una produzione La luna nel letto/Teatri di Bari/Crest. Con Claudia Cavalli, Erica Di Carlo, Francesco Lacatena, Marco Curci, Roberto Vitelli, Coreografie di Vito cassano. Assistente alla regia, Annarita De Michele. Costumi, Maria Pascale. Video, Leandro Summo.

Italo Interesse

 

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