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Il Comune di Casamassima condanna i Falchi Grillai del Monastero di Santa Chiara

Dopo anni di attesa, a giorni è prevista l’apertura del cantiere per la ristrutturazione del Monastero di Santa Chiara. E’ qui che da sempre si riproduce la maggior parte della colonia di Falco grillaio di Casamassima. Purtroppo, nonostante richieste, lettere della Lipu e i numerosi incontri con amministratori e tecnici comunali, nessun piano è stato programmato per la salvaguardia della specie che ora rischia la scomparsa per un inspiegabile atteggiamento di disinteresse.

Il Falco Grillaio (Falco naumanni) è una specie migratrice tutelata da direttive europee, da leggi nazionali e varie norme regionali, e come tale qualsiasi ente coinvolto deve tener conto della sua tutela.

Nel 2010 furono segnalati i primi Falchi grillai nidificanti sullo storico edificio, da allora la colonia è stata ufficialmente censita dalla Lipu ed è stata fatta una importante opera di sensibilizzazione della comunità locale,  anche con i sindaci ed assessori che si sono succeduti. Negli anni i volontari Lipu hanno recuperato i giovani caduti dai nidi e ne hanno promosso la tutela attraverso la campagna “Adotta un nido di grillaio”. Quando nel 2015 fu programmata la ristrutturazione del Monastero di Santa Chiara, la Lipu si è attivata per  stabilire un dialogo con i tecnici comunali affinché si preservasse la colonia durante il restauro della struttura. Fu più volte suggerito di arrivare preparati all’apertura dei lavori e di non lasciare tutto alla improvvisazione di ingegneri ed architetti, che non hanno conoscenze e competenze in ambito naturalistico. Dal comune tante rassicurazioni ma nessun atto concreto!

Malgrado la corrispondenza ufficiale e tutti gli incontri, l’ultimo il 13 maggio 2020, in cui si è ribadita ancora una volta l’esigenza di programmare un piano di mitigazione dell’intervento e per la conservazione della specie, l’ufficio tecnico, ignorando totalmente tali consigli, sta dando il via libera all’apertura del cantiere e agli interventi preliminari di disinfestazione che spazzeranno via decine di uova di grillai e di altre specie.

Dunque un atto gravissimo! Una immotivata e irresponsabile sentenza di morte per la colonia che, in questo momento, è nella fase più delicata della stagione, la deposizione e la cova delle uova. Senza dimenticare altre specie: rondoni, passeri, taccole, chirotteri, anch’esse sottoposte a rigide norme di tutela.

“Tutti gli sforzi fatti in questi anni da noi volontari e dai cittadini per difendere e sostenere il Grillaio a Casamassima vengono così vanificati – afferma Rina Addabbo responsabile del Gruppo Lipu di Casamassima – cosicché le promesse di sostegno alla specie avanzate da questa amministrazione comunale si risolvono in un nulla di fatto. Avremmo volentieri evitato ma adesso siamo costretti ad agire diversamente per far rispettare le leggi, non più con diplomazia e collaborazione ma chiedendo l’intervento dei Carabinieri Forestali”. A quel punto il blocco dei lavori di restauro sarà necessario per evitare la distruzione dei nidi e delle uova, almeno fino a settembre.

“Non lasceremo nulla di intentato – aggiunge Enzo Cripezzi della Lipu regionale – stiamo valutando direttamente il ricorso alla magistratura penale e la richiesta di blocco dei finanziamenti del MiSE per mancato rispetto delle leggi dello Stato e delle direttive comunitarie.”

“Facciamo un ultimo appello agli enti coinvolti – continua Addabbo – dalla Regione all’Amministrazione comunale perché  siano programmati gli interventi adeguati affinché il centro storico di Casamassima non perda i suoi falchi”.

“Il Falco Grillaio oltre all’alto valore scientifico, rappresenta in parte la nostra storia, la tradizione e il legame tra natura e cultura, – concludono alla Lipu – valori fondamentali per migliorare la qualità della nostra vita e quella delle generazioni che verranno, tutti dovremmo fare fronte comune ed impegnarci per tutelare e sostenere la specie.”. I volontari della Lipu continueranno a combattere perché questo falchetto possa tornare nei nostri cieli primavera dopo primavera.

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1 Comment

  1. Giuseppe Carpaneto ha detto:

    Non si riesce a comprendere il menefreghismo delle amministrazioni locali e soprattutto la mancanza di una visione unitaria dei beni culturali e ambientali nel bellissimo Monastero di Santa Chiara dove architettura e natura potrebbero trovare un’armoniosa coesione nella volontà di conservare tutto ciò che sta scomparendo: il valore degli antichi edifici, del paesaggio storico e della fauna selvatica, che si integrano fra loro, incrementando l’attrazione turistica del territorio.
    Sarebbe sufficiente rinunciare a inutili disinfestazioni dei tetti, limitandosi a una scrupolosa pulizia, e ritardare l’inizio dei lavori al periodo in cui i nidiacei dei grillai, simbolo del paesaggio rurale pugliese, sono in grado di abbandonare il nido. Periodo da concordare con i naturalisti locali, le associazioni zoologiche e gli esperti del Ministero dell’Ambiente, che conoscono benissimo il ciclo vitale della specie. Senza dover ricorrere ad azioni legali per ricordare l’esistenza di leggi che proteggono gli animali minacciati di estinzione.
    In fondo, si tratta soltanto di buona volontà e capacità di coordinare il lavoro di restauro, utilizzando le diverse competenze umane, affinché un’opera di valorizzazione del patrimonio culturale non si trasformi in un intervento distruttivo e vandalico sulla sua componente naturale.
    Giuseppe M. Carpaneto

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