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La chiave schiude orizzonti

Quale botta è stato questo Coronavirus. Meno male, il grande e collettivo letargo sembra terminato. Tra sbadigli e stiracchiamenti va ridestandosi anche l’ammaccatissimo mondo dello spettacolo; difficile trovare una categoria di lavoratori più penalizzata. Poco a poco si torna ad aprire sale, ad allestire spettacoli, a girare film, a organizzare concorsi. A quest’ultimo proposito la più recente novità si chiama PIFF, acronimo di Puglia International Film Festival. L’evento è stato presentato a Bari giovedì scorso. Fortemente voluta da Umberto Rey per Morfeo Dreams e da Sabino Vignola, gestore del Multisala di Polignano a Mare, la rassegna, che è alla sua prima edizione, vuol essere “l’unico festival del cinema con tematiche politiche, sociali, ambientali e storiche interconnesse tra loro”. Degli oltre duecento lavori presentati (tutte opere prime o al massimo seconde) solo una sessantina e solo al termine di una selezione che si può immaginare faticosa, è stata ammessa a concorrere. Metà di questi film vengono dall’estero; e sono sottotitolati in italiano o in inglese. Ad ogni proiezione, incluse quelle fuori concorso, farà seguito un dibattito cui potrà prendere parte il pubblico. Le pellicole saranno proiettate tra il 20 e il 25 luglio in due multisala: il Vignola di Polignano a Mare e il Norba di Conversano. Le stesse pellicole si potranno vedere anche in streaming sulla piattaforma Morfeo Dreams; in Rete è disponibile il calendario dettagliato delle proiezioni insieme ad ogni informazione relativa a prezzi e abbonamenti. In palio, due ‘Chiavi’. Con quella d’oro la Giuria tecnica andrà a premiare il miglior lungometraggio e il miglior cortometraggio. Mentre la Chiave d’argento sarà assegnata al miglior film individuato dal pubblico, il quale potrà votare anche in piattaforma (una chiave racchiusa fra due fronde è il logo un poco ‘araldico’ del Festival). Altri riconoscimenti: Premio dei Giovani, migliore colonna sonora, migliore fotografia e migliore sceneggiatura. Tutto sommato, è andata bene al Festival di Rey e compagni (Dario Diana, Sabino Vignola, Domenica Pace e Gerardo Milillo). Originariamente programmato per l’ultima settimana di maggio, il PIFF affronta la sua sfida con soli due mesi di ritardo. Una sfida perché la Covid 19 ha bruciato i contatti con gli sponsor, ha spiegato Rey in conferenza stampa. E poi c’è il fatto che questo Festival, nonostante le circostanze suggerirebbero il contrario, non cerca la benevolenza a doppio taglio delle pubbliche Istituzioni, appagandosi dell’orgoglio di camminare con le proprie gambe (nelle locandine, infatti, non si scorge ombra di patrocinio).

Italo Interesse

 

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