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“No all’inceneritore”, pronti a resistere su tutti i fronti

I cittadini e ambientalisti del Comitato ‘No Inceneritore’ non si fermano di fronte alla sentenza del Consiglio di Stato che ha ribaltato la sentenza di primo grado dei giudici amministrativi, dando praticamente via libera all’azienda “Newo” di costruire l’inceneritore al quartiere San Paolo di Bari. La ferma risposta del Comitato è la diffida redatta dall’avvocato Luigi Campanale, a firma della presidente Corsina Depalo col circolo Legambiente di Palo del Colle per  chiedere  l’annullamento  in autotutela  delle  autorizzazioni  alla costruzione  dell’inceneritore del 2018 e di  convocare  con urgenza  una  nuova Conferenza  di  Servizi con  le amministrazioni coinvolte e i comuni dell’ ambito Aro Ba/2 che hanno dichiarato con volontà di non aderire all’apertura dell’impianto. E se sarà necessario, fanno sapere i ricorrenti, torneranno a manifestare contro il Piano Regionale di Smaltimento rifiuti, che non ha evitato l’inserimento dell’inceneritore (ossicombustore) proposto dalla Newo SpA. Finora hanno avuto ragione i dirigenti e funzionari della Regione Puglia che hanno sottoscritto l’autorizzazione a suo tempo concessa dalla medesima Regione ed hanno avuto ragione anche dinanzi al Tribunale Amministrativo della Puglia e successivamente dai giudici di secondo e ultimo grado. Contestualmente il Comitato No Inceneritore, registrata la volontà politico-amministrativa della Giunta Regionale Pugliese di non inserire, nell’approvato Piano Regionale di Smaltimento Rifiuti, l’inceneritore della NEWO SpA (in rispetto alle indicazioni Europee che assecondano una visione di Economia Circolare atta a tutelare l’Ambiente in cui si vive e ad iniziare una concreta attività di contrasto ai mutamenti climatici), aveva chiesto a suo tempo a Regione e Comune di Bari di emettere provvedimenti che in autotutela revocassero le autorizzazioni originariamente assentite. Ma anche i finanziamenti pubblici previsti, nella ferma convinzione che quei provvedimenti fossero illegittimi in quanto emessi in violazione di Legge e come tali da annullare, anche rispetto all’art. 32 della Costituzione che, come è noto, tutela la salute dei cittadini quale interesse prioritario non suscettibile di essere subordinato ad altri interessi, ancorché costituzionalmente tutelati. Alla fine dello scorso anno il Comitato della Professoressa Depalo rivolse anche una richiesta di attenzione ai Consiglieri Regionali, affinchè vigilassero su possibili (…e maldestri tentativi) di reintrodurre l’impianto in questione in sede di approvazione del nuovo piano rifiuti in consiglio. Magari col pretesto di possibili esposizioni risarcitorie della Regione, ben sapendo che la salute dei cittadini non ha prezzo…

Antonio De Luigi

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1 Comment

  1. daniele di lauro ha detto:

    E va bene: per ogni grande opera, che sia una grande tratta di binari che attraversa il Piemonte fino alla Francia o un parco della giustizia nel verde, c’è sempre un gruppo di cittadini che dice ‘NO’. Il problema è che spesso si tratta di opere che servono a tutelare altri interessi generali che non siano sempre e solo l’ambiente o l’aria che respiriamo, che magari sono scuse per far mettere in mostra coi loro comitati di quattro gatti insegnanti frustrate o politicanti falliti e senza voti. E allora riflettiamo: perchè l’ultimo governo ha approvato un decreto (oramai si governa solo con quelli, mica col Parlamento!) che dà ampie facoltà ai commissari incaricati dallo stesso governo (tramite le prefetture) di superare leggi e piani regolatori? Per concludere: bisogna trovare chi sia capace di raccontare la verità con la ‘V’ maiuscola ai cittadini, specie se in mezzo c’è un interesse primario da portare avanti, che siano i troppi rifiuti da bruciare e smaltire o un palagiustizia che Bari aspetta di troppo tempo….

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