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Da poliziotto a ristoratore, il singolare percorso di Marziale Franzi

Da poliziotto a ristoratore. Ecco il singolare percorso di vita di Marziale Franzi che, lasciate manette e volanti ha scelto la via della ristorazione otto anni or sono. Con tanti sacrifici e caparbietà, nel rione Libertà di Bari , via Principe Amedeo ha fondato “Al Raffaello”. I risultati, nonostante la crisi pandemica, gli sorridono e il suo locale è super gettonato e sempre ambito. Il Quotidiano lo ha intervistato.

Signor Marziale, perché ‘Al Raffaello’?

“Sono un amante dell’arte e in un certo senso la buona tavola lo è. Un piatto ben eseguito è un’ opera dell’ ingegno e di arte. Inoltre, il nome Raffaello si deve al fatto che un mio figlio si chiama Raffaele e l’altro Antonello. Raffaello è sintesi tra Raffaele e Antonello”.

Che tipo di locale è il vostro?

“Siamo un ristorante che si muove sulle vie della tradizione. Ai fornelli lo chef Edo, albanese che ha ottenuto la cittadinanza italiana al pari dell’altro chef esperto in pizze. Assieme ai classici della baresità, abbiamo delle specialità che i clienti ci chiedono”.

Quali?

“Penso ai paccheri col pescespada o i tortelli con la burrata, gli spaghetti all’assassina che si fanno alla domenica. Il mercoledì e il venerdì abbiamo introdotto la panzerottata ed è un modo per sentirci in famiglia”.

Due cuochi albanesi davvero bravi…

“In effetti si sono integrati molto bene. Sono nativi dell’Albania, ma ormai hanno la cittadinanza italiana e li ritengo italiani a tutti gli effetti”.

Pandemia, solo un brutto ricordo?

“La pandemia ha creato enormi problemi al nostro settore. Fortunatamente abbiamo svoltato, però bisogna essere cauti e prudenti rispettando le norme nell’interesse della clientela e nostro”.

Carta dei vini?

“Prevalentemente pugliesi, con qualche etichetta nazionale”.

Bruno Volpe

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