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Inceneritore tra Bari e Modugno: tra pochi giorni decidono i magistrati

Sembra essere finalmente giunto l’atteso momento della verità per la tribolata vicenda dell’inceneritore atterrato tra Bari e Modugno, come fa sapere il comitato ‘No inceneritore’ guidato da Corsina Depalo. L’avvocato Luigi Campanale, infatti, rappreasentante in giudizio dello stesso comitato, si prepara a discutere il prossimo 27 aprile il ricorso depositato dinanzi ai giudici del Tar Puglia sulle autorizzazioni ambientali rilasciate dalla Regione Puglia alla ‘Newo S.p.A.’ per la realizzazione in zona Asi Bari-Modugno e in prossimità del quartiere San Paolo, di un mega inceneritore a ossicombustione di rifiuti urbani e speciali, anche pericolosi. Come è noto il Comitato guidato dalla Depalo si batt contro quest’opera dal 2018, anche con iniziative di protesta pubbliche che raccolsero le adesioni di tutto lhinterland barese per fermare, appunto, azione dell’impianto (unico al mondo), basato su una tecnologia ITEA da tempo in fase di sperimentazione, ancora non conclusa, oggetto di valutazione non positiva da parte di Arpa-Puglia che ne sconsigliava la prosecuzione già nel 2017. tanto per fare un esempio senza allontanarsi troppo dal capoluogo, l’impianto ITEA presso Gioia del Colle, di dimensioni notevolmente ridotte rispetto al progetto della NEWO di Bari, è anche stato oggetto  di sequestri e dissequestri da parte dell’Autorità Giudiziaria, in relazione alla possibile nocività delle sue emissioni. <<Noi del comitato abbiamo appreso, da documenti depositati in giudizio dalla NEWO, che la Regione Puglia, con un atto autocratico, ha ritenuto che le modifiche progettuali dell’impianto di incenerimento non sarebbero state assoggettate alla procedura di Verifica di Assoggettabilità (VIA), precisa Corsina Depalo. E quindi tra poco più di dues ettimane toccherà ai giudici amministrativi di piazza Massari prendere in esame gli atti e provvedimenti adotatti dall’ente regionale, a causa degli ‘evidenti vizi procedimentali’, quali l’eccesso di potere per omessa e carente istruttoria, violazione del giusto procedimento, violazione e/o falsa applicazione della direttiva comunitaria 2008/98/CE, che, come ha osservato l’avvocato Campanale, impone, in materia di incenerimento, una istruttoria di carattere tecnico e scientifico, esperita in contraddittorio con le popolazioni rappresentate dai Sindaci dei Comuni interessati dall’impianto”. Al di là delle decisioni che adotteranno i magistrati del Tribunale amministrativo, però, resta la responsabilità politica che la costruzione di un inceneritore comporta, delegata completamente a una ‘burocrazia’ totalmente assente dal confronto con il territorio, come annotano ancora gli attivisti del comitato ‘No inceneritore’. In questo quadro politico, sarebbe da ritenere naturale che il Comune di Bari assuma una posizione coerente, rendendosi promotore di un’azione contro la Determina Regionale che ha aperto la strada a un’opera potenzialmente assai nociva per la salute delle popolazioni locali, anche in considerazione del fatto che, di contro, lo stesso Comune  è stato rigorosamente sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per delle semplici piste ciclabili. Insomma, troppe incognite sulla costruzione del nuovo impianto che dovrebbe triturare rifiuti producendo materiali da riusare nell’edilizia, alle porte di Bari. Senza contare che la questione dell’inceneritore “New0” pone il tema della salute pubblica, della localizzazione dell’impianto e del valore economico e ambientale dello stesso. Insomma, già tre anni fa appariva singolare che mentre il Sindaco Decaro si dichiarava contro quest’opera, i suoi Uffici comunali davano parere favorevole alla realizzazione: siamo veramente sicuri che un dirigente che determina il parere favorevole alla realizzazione dell’inceneritore, che peraltro chiede come compensazione un parco giochi per bambini, non si sia prima confrontato con l’assessore all’Ambiente e quest’ultimo non abbia chiesto lumi al Sindaco e al presidente dell’Area Metropolitana e dell’ARO 3 (Ambito di Raccolta Ottimale), Antonio Decaro? Ed è possibile che un tema così importante veda la Regione Puglia assumere decisioni sulla pelle dei baresi, senza condividerle con il Sindaco di Bari?

 

Francesco De Martino

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