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Tra l’arringa e il J’Accuse

Con ‘Un’ultima cosa – Cinque invettive, sette donne e un funerale’, una produzione Kismet per la direzione di Teresa Ludovico, si è aperta la stagione del teatro di strada San Giorgio ; repliche nei prossimi martedì 26 e mercoledì 27. ‘Un’ultima cosa…’ consiste in cinque orazioni funebri che si immaginano declamate da altrettante donne ancora in vita : Dora Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Maria Lai e Lisetta Carmi. Giornalista e scrittrice che non ha bisogno di presentazioni, Concita De Gregorio, è l’autrice di queste ‘confessioni’ sospese tra l’arringa difensiva e il J’Accuse. E’ la stessa De Gregorio a leggerle (di più non si poteva pretendere, non essendo un’attrice). Tale limite, evidenziato da impercettibili modalità da piccolo schermo, scolora il senso dello spettacolo. Trasversale alla performance della De Gregorio, il contributo in controcanto di Erica Mou risolleva un po’ le cose. Resta la qualità del testo, nonostante isolati accenni faziosi. Calda comunque l’accoglienza della platea, il che alla fine di tutto fa sempre la differenza. – Prossimi appuntamenti : domenica 24 ottobre alle 18:00 è in cartellone ‘Kirikù e la strega Karaba’, di Michel Ocelot, adattamento e voce narrante : Teresa Ludovico (per bambini – e non solo – dai sei anni in su. Sabato 6 e domenica 7 novembre sarà invece la volta de ‘Il colloquio’ di Marco Grossi, una produzione Malalingua. Due parole a proposito di quest’ultimo spettacolo. ‘Il colloquio’ ha per oggetto una di quelle forme di selezione che le grandi imprese pongono in essere allo scopo di selezionare le ‘risorse umane’. Nel lavoro di Grossi ‘recruiters’ di raro cinismo sono incaricati di scremare la massa degli aspiranti sino all’individuazione dei ‘talenti’ necessari al Top Manager. La modalità qui adottata consiste in un colloquio collettivo nel quale i candidati vengono abilmente aizzati l’uno contro l’altro. La pianificata involuzione del colloquio collettivo in un crudele giuoco di ruolo induce i candidati  all’autoselezione.Apologo amarissimo della Legge del più forte, ‘Il colloquio’mette in luce una scrittura, complessa e assai ben costruita, che taglia come un bisturi, senza perdere un colpo. Un movimento scenico spesso eccitato si annoda ad una parola debordante, che qui lascia il segno per lo spropositato impiego del moderno lessico economico, quest’algida terminologia di derivazione statunitense il cui abuso ha del grottesco. Con lo stesso Grossi sono in scena Alessandro Anglani, Valentina Gadaleta, Savino Maria Italiano, Fabrizio Lombardo, Olga Mascolo, Giuseppe Scoditti, William Volpicella (scene : Riccardo Mastrapasqua – luci : Claudio De Robertis – assistente alla regia : Monica De Giuseppe – organizzazione : Marianna de Pinto).

Italo Interesse

 

 

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